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domosofia cyberbullismo

DOMODOSSOLA- 21-09-2017- Si è aperta questa mattina

al teatro Galletti a Domodossola, la prima edizione di Domosofia, festival delle idee e dei saperi, promosso dal comune del capoluogo ossolano in collaborazione con il quotidiano La Stampa. Sul tema della leggerezza, conferenze, laboratori, teatro, arte di strada, musica, incontri con  l'autore, 35 relatori per 24 appuntamenti. Al centro della prima proposta, il tema del cyberbullismo spiegato agli studenti delle scuole medie di Domodossola, presenti in sala. Sul palco, dopo i saluti di benvenuto del vice sindaco Angelo Tandurella, la giornalista torinese de La Stampa, Laura Carassai, ha dialogato con Assunta Esposito, vice questore della polizia postale, la quale ha illustrato i pericoli del fenomeno, diffuso tra i giovani, sottolineando l'importanza della prevenzione. " Un dato che si registra è l'incremento di denunce a seguito dei nostri interventi" ha spiegato il pubblico ufficiale. Lo psicologo Michele Facci, autore di un libro dedicato al tema del cyberbullismo, ha affrontato i casi che hanno condotto al suicidio alcuni giovani. " La rete ci offre la possibilità di entrare in contatto con un milione e mezzo di persone ma se poi succede un problema mi trovo da solo/a dentro la mia stanza. A volte i social sono utilizzati con troppa leggerezza. Si deve ripartire dai genitori" racconta Michele Facci che ha consigliato ai ragazzi di fare squadra contro il bullismo. 

Tra gli ospiti sul palco del teatro Galletti anche la web star  Elisa Maino, Muser da un milione e mezzo di followers.  "Muser" è un termine che indica chi realizza video cantando in playback e ballando sull'applicazione Musically  diffusa soprattutto nella fascia di età tra 10 e 25 anni. Lei stessa è stata vittima di cyberbullismo: "quando ho iniziato a esprimere il mio parere sui social certe persone mi prendevano in giro ma cerco comunque sempre di esprimere positività " spiega Elisa. Infine, Anastasia Buda,  de manager di Samsung, azienda che promuove anche campagne contro il cyberbullismo. " Ciò  che facciamo è formare i ragazzi, anche in collaborazione con la polizia, per comprendere l'utilizzo della  tecnologia come risorsa. La prima chiave è infatti la conoscenza, noi adulti non dovremmo vietare ai giovani l'uso del digitale , anzi cerchiamo di avvicinarci, facciamoci spiegare cosa sono gli hashtag, ecc. " spiega Anastasia Buda.

Elisa Pozzoli

 

 

 

 

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