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pianoforte stenwey

DOMODOSSOLA- 13-10-2017- Il primo cittadino di Vogogna

Enrico Borghi ci scrive per rettificare un titolo di un articolo in cui il musicista e compositore Carlo Ravasenga veniva definito “domese”: “In riferimento all'articolo apparso ieri su Ossola 24 con il seguente titolo "Per Domojazz si restaura il pianoforte del compositore Domese Carlo Ravasenga"- scrive Borghi- si fa presente che il compositore non è nativo di Domodossola e pertanto non può essere definito "domese" mentre, essendo di origini vogognesi per parte di madre, ha trascorso lunghi periodi in quel di Vogogna. Tanto si doveva per onere di cronaca”. A Domodossola però appartiengono il suo pianoforte ed i suoi libri. In sua memoria la figlia Evelina Garbini Ravasenga nel 1964 donò a quella che era la Fondazione Galletti il suo prestigioso pianoforte Steinway, e l’intera biblioteca musicale del padre. Carlo Ravasenga è stato un importante compositore, musicista colto raffinato, le cui opere sono conosciute in tutto il mondo. E non è domese, ma “ossolano”, nacque a Torino il 17 dicembre 1891, ma la madre era una Mazzola, figlia di un imprenditore vogognese, paese in cui Carlo soggiornò per lunghi periodi. A Torino studiò, frequentando la classe del maestro Cravero al Conservatorio cittadino. I suoi esordi compositivi furono da subito importanti, nel 1915 venne eseguito un concerto interamente dedicato alla sua musica da camera, e la sua opera “Una tragedia fiorentina” su testo di Oscar Wilde ottenne un calorosissimo successo. Nel 1924 vinse il secondo premio, con la suite in quattro tempi per grande orchestra, ad un concorso bandito dalla lega musicale italiana di New York, nella cui giuria figuravano grandi personalità musicali del tempo tra cui Arturo Toscanini. Sempre nel '24 la sua sonata in re maggiore per violino e pianoforte ottenne il primo premio al concorso della società Amica, e con Nino Berrini diede il via alla Società degli autori di Torino. Trasferitosi a Milano diresse per molti anni il prestigioso settimanale “Araldo Musicale” e dette vita con Alceo Toni al Sindacato Musicisti, per la tutela legale del lavoro artistico spesso oggetto di soprusi. Nel 1942 si trasferì a Roma, nel dopoguerra continuò la attività compositiva e le sue opere furono pubblicate dai migliori editori italiani ( Carisch, Bongiovanni Carrara ad esempio), le sue musiche ottennero anche all’estero significativi riconoscimenti, sue musiche erano usate dai tenori nelle tourneè americane, ed alcuni importanti direttori eseguirono sue partiture orchestrali, illustri critici e colleghi dedicarono importanti studi alle sue opere. Si spense a Roma il 6 maggio 1964.

 

 

 

 

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