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ciurleo antonio

DOMODOSSOLA- 14-09-2018- C'era anche un domese, il giornalista Antonio Ciurleo, un mese fa, poco prima delle 11,36 nel tratto autostradale del Ponte Morandi: "Stavo andando a Genova- spiega Ciurleo- ero in auto con mia moglie e mia nipotina. Nel capoluogo ligure avevo appuntamento con mia nuora e stavo riportando mia nipotina a sua mamma dopo una breve vacanza in Francia con i nonni. 

Oggi, a distanza di un mese da quella tragedia non posso non ricordare che sono stato fortunato. Bastava un ritardo in poche decine di minuti in autogrill, dove c'ervamo fermati prima, per trovarsi fra quelle auto che sono cadute per il crollo improvviso di una struttura.

Mi ricordo come, appreso della notizia dell’incidente mentre mi trovavo in un silos del Ponte Vecchio, c’era molta incredulità. Poi le notizie apprese dai cellulari e le telefonate di amici e parenti che sapevano che mi trovavo in quella zona.

La difficoltà da Genova per far ritorno in Francia, con code interminabili, ma anche molta comprensione fra gli automobilisti. Con la mia auto mi sono diretto, per poter uscire dalla città, proprio nel luogo del disastro. Che fosse accaduto qualcosa di grave lo si capiva dal gran numero di ambulanze, mezzi delle forze dell’ordine e spiegamento di soccorsi. 

Alla fine i morti sono stati 43. Io, come molti altri automobilisti scampati per volontà del destino a questa tragedia, a distanza di un mese non posso che ricordare quanto accaduto un mese fa.

Il mio pensiero alle vittime, ma anche a quell’Italia che vuole e pretende giustizia".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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