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ROMA - 18-09-2018 -  "Altro colpo nei confronti dei territori da parte del governo nazionalpopulista", così il deputato ossolano Enrico Borghi, nel commentare la decisione del governo di non rifinanziare la detrazione fiscale per gli studenti fuori sede iscritti ad un corso di laurea in un comune distante da quello di residenza di almeno 100 chilometri. Facilitazione che era prevista dalla legge 205 del 27 dicembre 2017: "Dopo il definanziamento del bando periferie, che colpisce numerosi comuni capoluogo (tra cui Verbania ndr), e lo "stop" al bando "Sport e periferie" che mette in discussione numerosi investimenti dei Comuni (tra cui il passport di Domo ndr), arriva un'altra doccia fredda che colpisce questa volta le famiglie delle aree più periferiche - aggiunge Borghi - . Il governo, infatti, ha deciso  e ha bocciato tutte le proposte avanzate dal Partito Democratico in tal senso nell'ambito della discussione del cosiddetto decreto Milleproroghe".
La misura fiscale per gli studenti assicura per i periodi di imposta 2017 e 2018 una detrazione per un importo non superiore a 2.633 euro annui, era stata introdotta dal governo Gentiloni nel corso dell'ultima legge di bilancio della precedente legislatura, e assicura che il requisito della distanza necessario per fruire della predetta agevolazione si intende rispettato anche all'interno della stessa provincia ed è ridotto a 50 km per gli studenti residenti in zone montane o disagiate.
Enrico Borghi nella scorsa legislatura era stato uno dei protagonisti del dibattito che aveva portato al varo di questo sconto fiscale: "Nell'evidente intento di fare cassa per coprire le mirabolanti promesse elettorali -osserva il parlamentare- il governo colpisce direttamente studenti e famiglie delle zone montane, che non avranno più la possibilità di alleviare, sia pure in parte, il carico di maggiori costi strutturali derivanti dall'esigenza di andare a studiare nelle Università lontane dai luoghi di origine. Se si pensa che questi oneri servono per coprire misure come la riduzione delle tasse ai ricchi o addirittura i condoni fiscali di cui si sente parlare, si può davvero definire questa decisione una manovra da Robin Hood al contrario. Grazie al governo Conte, dal 1 gennaio studiare all'Università per i ragazzi dei territori montani costerà di più, con una tassa occulta che viene introdotta e che andrà a sommarsi alle altre spese sostenute per il semplice fatto di essere distanti dagli atenei".

 

 

 

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