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Sacro Monte di Domodossola

DOMODOSSOLA - 12-06-2019 - L’Ente di gestione dei Sacri Monti è alla ricerca di fotografie dell’interno della cappella del Cireneo, la quinta dell’itinerario del Monte Calvario, da utilizzare per il restauro degli affreschi che ne decorano l’ interno.
Grazie a un importante finanziamento della Fondazione Comunitaria del VCO l’Ente dei Sacri Monti, che cura il restauro, la conservazione e manutenzione del Sacro Monte Calvario di Domodossola e di altri sei Sacri Monti piemontesi, ha completato lo scorso anno il restauro  dell’esterno della cappella (tetto, parti in pietra e intonaco) e ha avviato il restauro delle statue e degli affreschi interni che illustrano la scena del Cireneo che lungo la salita al Calvario porta la croce al posto di Cristo. Le statue in legno sono del 1957, i dipinti, invece, che mostrano il corteo che accompagna Cristo al Calvario, con le pie donne, i soldati a cavallo e la folla che segue, furono realizzati dal pittore Luigi Hartmann originario di Chiavenna nel 1848. A causa di prolungate infiltrazioni di acqua sono molto rovinati;  in alcune zone le figure sono parzialmente scomparse. Per poter ricostruire le parti mancanti è necessario disporre di fotografie che mostrino i dipinti prima dei danneggiamenti. Ma le ricerche compiute sinora presso l’archivio dei Rosminiani non hanno avuto successo.  Per questa ragione l’Ente dei Sacri Monti chiede la collaborazione della città di Domodossola e degli ossolani affezionati al loro Sacro Monte nella speranza che qualche fotografia privata, anche scattata dall’esterno dell’inferriata che chiude la cappella,  possa mostrare almeno in parte i dipinti quando erano in uno stato di conservazione migliore di quello attuale.  
Gli affreschi sono stati restaurati nel 1957 in occasione della posa all’interno della cappella delle statue. Certamente sarà stata scattata qualche fotografia al momento dell’inaugurazione del nuovo gruppo scultoreo. Sarebbe bello ritrovarla.
Questa cappella è un tassello importante della storia del Sacro Monte perché segna l’avvio della sua rinascita dopo le devastazioni del periodo napoleonico, l’allontanamento dei frati, la confisca e la vendita all’asta di buona parte del complesso. Nel 1828, infatti, grazie ai buoni uffici del conte Giacomo Mellerio, ossolano, vice governatore di Milano, si insediò al Sacro Monte Antonio Rosmini con il suo Istituto della Carità dando avvio al rinnovamento spirituale e anche materiale del complesso. Fu lo stesso Mellerio a finanziare la costruzione della nuova cappella,  la V, dedicata al Cireneo, che si distingue per una bella architettura neoclassica che riprende il modello del Pantheon. Fu probabilmente ancora lui a chiamare il pittore Luigi Hartmann a decorarla.
Il restauro della cappella si inserisce nel più ampio progetto che l’Ente di gestione dei Sacri Monti, il Comune di Domodossola e i Padri Rosminiani stanno portando avanti nell’ambito di un più corposo progetto di riqualificazione del percorso di collegamento tra il Borgo della cultura e il Calvario, progetto che mira al restauro e recupero della parte bassa della Via Crucis, che va dalla cappella I alla cappella VI, così da valorizzare e ricomporre l’intero itinerario religioso e turistico.
 Per segnalare il ritrovamento di fotografie degli affreschi si prega di scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

(c.s)

 

 

 

 

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