1

alessandro lana

PIEDIMULERA - 25-05-2019 - "Il Comune di Piedimulera negli ultimi anni relativamente all’ubicazione del nuovo ospedale del Verbano Cusio Ossola, non è mai intervenuto nel dibattito politico volutamente per non creare ulteriori lacerazioni territoriali e confusione", premette le nota di Alessandro Lana che a nome dell'intera amministrazione comunale e come sindaco del primo paese deputato ad ospitare l'ospedale unico nel 2001, decide d'intervenire nel dibattito. Scrive Lana:
"Dopo l’intervento di diversi Sindaci e del direttore generale dell’Asl, su tale argomento ci permettiamo di puntualizzare e fare la cronistoria di quello che è accaduto alla sanità in generale e ai presidi ospedalieri del Verbano Cusio Ossola.
Alla fine degli anni 90 e inizio del 2000, fu deciso dai Sindaci dell’ASL VCO di privatizzare l’Ospedale di Omegna, che era destinato alla chiusura, con la costituzione del Centro Ortopedico di Quadrante e di costruire un nuovo ospedale con unico DEA per la nostra Provincia.
A favore di detta soluzione, che cercava di contrastare il fenomeno della mobilità esterna, votarono la totalità dei Sindaci dell’Ossola, il Sindaco di Omegna Teresio Piazza, molti Sindaci del Verbano e del Cusio, mentre contrario a tale proposta fu l’allora Sindaco di Verbania Aldo Reschigna ed alcuni primi cittadini del Verbano e del Cusio.
Vennero proposte sette aree per la costruzione del nuovo ospedale (Domodossola, Piedimulera, Pieve Vergonte, Anzola d’Ossola, Premosello Chiovenda, Ornavasso e Mergozzo-Gravellona Toce), tra queste fu giudicata la migliore a ottobre del 2001 (dai tecnici del nucleo di valutazione della Provincia del VCO allora guidata dal Dott. Ivan Guarducci) l’area di Piedimulera.
Il Comune di Piedimulera immediatamente predispose una variante al PRGC che venne approvata nel 2004, nel frattempo l’ASL fece una gara per la predisposizione di un progetto preliminare per la costruzione del nuovo ospedale (che costò 300.000 euro) che prevedeva in Piedimulera un nosocomio da 480 posti letto. Tutto si arenò per la presa di posizione di alcuni partiti politici che erano assolutamente contrari alla costruzione di un nuovo ospedale unico.
Nel 2015 la Regione Piemonte ottemperando alle linee guida sulla sanità che prevedevano un DEA ogni 150/300 mila abitanti impose alla rappresentanza dei sindaci del Verbano Cusio Ossola la scelta su quale DEA dovesse rimanere attivo in Provincia, essi scelsero il DEA di Domodossola (non partecipò alla votazione il Sindaco di Verbania Marchionini). Solo in quel momento il vice presidente della Regione Piemonte Aldo Reschigna ammise, visto che il suo Comune avrebbe perso il DEA, che la soluzione ottimale fosse un ospedale nuovo, e che la sua scelta di boicottarlo nel 2001 fu un errore.
In quel momento, se vi fosse stata la reale volontà di costruire detta infrastruttura, non ci si sarebbe dovuti inventare nulla di nuovo dal momento che un’area già pronta c’era; sarebbe bastato adeguare il progetto ai posti letto e ai bisogni della sanità oggi necessari e forse ora avremmo un ospedale in fase di costruzione e completamento.
Che la scelta di Ornavasso “collina” fu irragionevole sia per i tempi sia per i costi esagerati, il Comune di Piedimulera lo sostenne fin da subito con l’approvazione unanime di un ordine del giorno del Consiglio Comunale nel 2015, sottolineando come con la costruzione dell’ospedale a Piedimulera si sarebbero risparmiati almeno 50 milioni di euro rispetto all’area individuata in quel di Ornavasso (area già urbanizzata, inserita al PRGC come area ospedaliera, all’esterno del PAI , priva di qualsiasi problematica ambientale).
Ma la cosa più grave sono state le nuove lacerazioni territoriali tra Verbano, Cusio e Ossola che hanno visto come risultato finale (almeno fino ad oggi) gli amministratori locali presi in giro per 5 anni, relegando la nostra sanità alle ataviche sofferenze di mobilità passiva, sofferenza numerica nel reperire personale medico ed infermieristico demotivato che fanno si che la nostra gente spesso si rivolge a strutture esterne (prevalentemente in Lombardia).
In tutto ciò ci teniamo a precisare che gli operatori dei nostri ospedali attuali siano essi medici infermieri, amministrativi e collaboratori vari, godono della nostra stima più sincera e caso mai sono vittime di scelte politiche non edificanti alle quali devono porre rimedio con la loro professionalità e competenza lavorativa; le osservazioni che muoviamo sono relative ad una visione della sanità locale che riteniamo al momento sia stata un po’ miope.
Ora la decisione spetta alla nuova Giunta Regionale ed ai Sindaci del Verbano Cusio Ossola che il Presidente Cirio ha dichiarato di voler convocare ed ascoltare visto che nel corso degli anni, due dei 3 maggiori Comuni del Vco hanno anche cambiato amministrazione.
Ci auguriamo che con senso di responsabilità venga fatta la scelta più giusta nell’interesse della collettività, e a tal proposito diciamo fin da subito che non abboccheremo a chi oggi usa l’area di Piedimulera come pretesto per creare ulteriori divisioni o contrapposizioni politiche e nemmeno saremo irresponsabili nell’affermare che “o Piedimulera o tutto allo sfascio”, certamente qualsiasi soluzione alternativa possa essere trovata nell’interesse della sanità pubblica dovrà essere credibile ed economicamente sostenibile. I tempi rispetto a 5 anni fa sono cambiati e spetta ad ognuno di noi sedersi al tavolo e ragionare con un’ottica lungimirante e che non faccia perdere ulteriore tempo ad un settore che per il nostro territorio è di fondamentale importanza.
Ultima riflessione che ci poniamo riguarda i fondi INAIL che sono venuti alla ribalta nell’ultimo periodo ma dei quali nessuno ha ricevuto comunicazioni ufficiali in merito nè dall’Asl nè dalla Regione Piemonte…. Quanto meno un atteggiamento istituzionalmente poco corretto".

 

 

 

 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.