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PIEVE VERGONTE- 13-08-2019- Larghissima partecipazione con persone giunte fino dal Novarese oltre che da tutta la provincia del Vco, nel tardo pomeriggio di domenica 11 agosto a Pieve Vergonte, alla manifestazione a ricordo dell’indimenticato parroco don Giacomo Bignoli, a cinque anni dalla sua scomparsa e a cui è stato dedicato il nuovo parco comunale, in un’area vicina alla chiesa, riqualificata dall’amministrazione comunale.

La targa che indica il parco ricorda l’arco della vita di don Giacomo, 1922-2014, e poi il circa mezzo secolo di presenza come guida spirituale nella comunità pievese, 1962-2011, comunità dove rimase comunque anche dopo aver ceduto il testimone al suo vice ed attuale Parroco don Simone Rolandi, che gli fu vicino fino alla morte, come lo stesso ha ricordato nel suo intervento – commosso e applauditissimo – fatto in chiesa durante la Santa Messa.

La funzione religiosa era stata preceduta dall’intervento delle autorità, a partire dalla Sindaca Maria Grazia Medali, a cui ha fatto seguito il taglio del nastro del nuovo parco e la sua intitolazione a don Giacomo, spazio in cui all’interno sorge anche una  imponente statua della Madonna di Banneux, a cui era molto devoto il sacerdote scomparso, benedetta da don Fausto Cossalter, vicario generale della Diocesi di Novara.

Proprio don Cossalter ha presieduto la Santa Messa, concelebrata da diversi sacerdoti e accompagnata dalle corali S. Orsa di Pieve Vergonte e Santa Lucia di Piedimulera, dirette dal m° Mauro Tagliaferri, cerimonia nella quale si è fatto estremamente vivo il ricordo di don Giacomo – o meglio “DonGi” come era popolarmente chiamato – e la sua attenzione agli ultimi ed in particolare ai sofferenti, attivo per questo in sodalizi come l’Oftal, accompagnava infatti i malati a Lourdes e l’Avas che si occupa di assistenza, i cui vessilli erano presenti alla cerimonia, insieme al Gonfalone comunale.

Una piccola pubblicazione, edita dall’Oftal e che ricorda don Giacomo Bignoli, è stata distribuita al termine della funzione, mentre successivamente ha avuto luogo un incontro conviviale in amicizia, ricordando nel sorriso DonGi, che sapeva conciliare una autentica e vissuta religiosità profonda con una simpatia ed un umorismo capaci, come è stato detto, di “riconciliare con la vita”.

 

 

 

 

 

 

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