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carabinieri militari auto posteggiata

VIGEZZO- 21-08-2019- L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi in un campeggio della Val Vigezzo, dove era stato segnalato un uomo di mezz’età che vagava all’interno della struttura con un grosso coltello in mano, minacciando di farla finita: “Vista la gravità della situazione- spiegano gli uomini del comandate Davide Lazzaro- rappresentata ad un operatore del centralino dei Carabinieri di Domodossola da un testimone oculare, un equipaggio della Radiomobile ed una pattuglia della Stazione di Santa Maria Maggiore si sono immediatamente precipitati nel luogo segnalato.

In effetti, i Carabinieri si sono trovati di fronte allo scenario preannunciato, l’uomo, dell’età di circa 50 anni, si muoveva per il campeggio con un coltello, apparentemente del tutto indifferente a quel che gli accadeva intorno.
Piano piano, uno dei carabinieri ha cercato di avvicinarsi e dialogare con lui, mentre i colleghi valutavano a debita distanza, seguendo con attenzione l’evoluzione della situazione. Dapprima apertamente infastidito dall’approccio, l’uomo si è piano piano lasciato condurre sulla strada del dialogo, smettendo di rivolgere l’attenzione su sé stesso e raccontando il proprio problema, che lo stava portando ad una situazione opprimente e ormai ritenuta disperata, frutto di annose problematiche personali e sentimentali, per le quali non vedeva altra via d’uscita che togliersi la vita.
Con esperienza e pazienza, il carabiniere ha guadagnato la sua fiducia, almeno nel colloquio, e il 50enne, lentamente, ha cominciato a rasserenarsi un po’.
Il segnale è stato percepito chiaramente dai carabinieri che seguivano con attenzione l’evoluzione della vicenda, che a quel punto hanno ritenuto giusto intervenire in modo fulmineo, disarmando l’uomo e bloccandolo, così da impedirgli di fare del male a sé stesso o a qualcun altro.
Scemata la rabbia per essere stato inaspettatamente bloccato, l’uomo è stato ancora confortato dai Carabinieri, ai quali, infine, ha manifestato la propria gratitudine per come si erano saputi occupare di lui, con umanità e comprensione. Infine, in virtù forse di una guadagnata fiducia, il 50enne ha acconsentito ad essere accompagnato fuori dal campeggio e a ricevere, poi, l’aiuto psicologico, di cui sapeva di avere effettivamente bisogno, da altri specialisti”.

 

 

 

 

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