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DOMODOSSOLA - 14-03-2020 -- Tra le categorie più esposte

al coronavirus indubbiamente c'è quella dei lavoratori del trasporto. I mezzi viaggiano, seppur in maniera ridotta, e i treni e i camion pure, visto che i rifornimenti devono giungere a destinazione. La richiesta di maggiori tutele giunge da più parti. A questo proposito un lettore ci segnala una situazione difficile. Pubblichiamo integralmente la sua lettera.

Buonasera,
sono uno dei tanti macchinisti di treni merci che quotidianamente presta servizio in tutto il nord Italia e Svizzera compresa.
Lavoro per Una azienda ferroviaria Svizzera e a causa delle continue ripercussioni subite negli ultimi anni, dovute al puro e semplice diritto di parola, preferisco rimanere anonimo.
Chiediamo costantemente i dpi necessari a contrastare la feroce avanzata del Covid-19 e con la stessa costanza ci vengono negati, parlo di mascherine e guanti.
In più, esistono dei turni dove i macchinisti restano disponibili per ogni eventualità nella sede di Domo2, decisamente inadatta a tale scopo.
Chiediamo la possibilità di effettuare tali turni a casa, nella nostra abitazione, isolandoci il più possibile ma la risposta è sempre negativa, talvolta siamo costretti a passare delle ore a non fare assolutamente nulla, all’interno di un ufficio con 3 poltrone e un numero di persone decisamente maggiore.
Non ci sentiamo tutelati nel modo più assoluto, l’unica cosa è che sono riusciti a fornirci un pacco di salviette.
Buona serata,
Grazie per avermi ascoltato

 

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