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lago alpino diga

VCO- 12-06-2020-- Alessandro Lana, sindaco

di Piedimulera, Claudio Cottini, sindaco di Santa Maria Maggiore, Luigi Spadone, capogruppo di minoranza del Comune di Valle Cannobina sollecitano i canoni idrici dalla Regione: "È necessario che la proposta di legge regionale n. 59/2019 “Riconoscimento della specificità montana della Provincia del Verbano Cusio Ossola e trasferimento dei proventi dei canoni per l'utilizzo del demanio idrico” in cui, tra l’altro, è previsto che la Regione trasferisca alla Provincia del Verbano Cusio Ossola il 60% dell'ammontare dei canoni idrici relativi alle grandi derivazioni, venga al più presto approvata: diversamente è a rischio non solo l'approvazione del bilancio previsionale, ma anche il consuntivo con la conseguente sopravvivenza dell'Ente il cui disavanzo cronico non potrebbe essere ripianato, con ovvie ripercussioni sui servizi per i cittadini e sui crediti delle imprese. ​

Peraltro dai documenti della Provincia emergerebbe una aspettativa di incremento di entrata corrente per 6 milioni di euro annui, mentre il 60% dei canoni previsti come trasferimento diretto nella proposta di legge dovrebbe assestarsi intorno ai 10 milioni, segno che i 4 milioni di euro già ad oggi riconosciuti quale specificità montana sarebbero assorbiti e non aggiunti. ​ Ci era parso di capire che le intenzioni dei proponenti fossero diverse e intese a riconoscere un plus di 10 milioni annui oltre a 7 di interventi su progetti condivisi con la Regione; ma quanto sostenuto nelle recenti note provinciali di riscontro alle richieste della Corte dei Conti sui bilanci 2015-2018 è di diverso avviso. ​

Una corsa contro il tempo disperata, perché prima di poter inserire le poste a bilancio provinciale non solo dovrà registrarsi il voto favorevole del parlamento di Palazzo Lascaris, ma dovrà essere acquisita formale comunicazione di copertura dal settore finanziario regionale. Il consuntivo 2019 dovrà infatti essere approvato entro il 30 giugno mentre per il previsionale c'è tempo fino al 31 del mese successivo. ​ In un momento drammatico come quello che stiamo attraversando, in cui la politica di tutti i livelli deve cercare soluzioni per evitare che l’intero sistema economico e produttivo del Paese collassi, l’idea di una Provincia al dissesto sarebbe spaventosa per le imprese del territorio, già duramente provate, per i cittadini del Vco e per i servizi di cui debbono godere (pensiamo solo, fra i tanti, alla rete viabilistica provinciale). ​ E se qualcuno osasse anche solo pensare, magari strumentalizzando, che queste hanno lavorato consapevoli dei rischi, costui non avrebbe contatto alcuno con la vita reale". ​ ​

 

 

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