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corta bottiglia panca

DOMODOSSOLA- 13-11-2015- Tiene banco la questione “vandalismi” tra i politici domesi.

Nella querelle scatenatasi dopo i recenti fatti di via Mattarella e della nuova fontana di Gianadda interviene anche il consigliere comunale di Forza Italia Angelo Tandurella: “In queste settimane- scrive- si è molto discusso dell’annosa questione degli atti di maleducazione e dei fenomeni di alcolismo che interessano alcuni giovanissimi. Meglio tardi che mai. Da anni i gestori di locali e i residenti sono costretti a pulire dall’eredità di certe notti “accese” e da troppi anni in Ossola abbiamo dati preoccupanti sull’abbandono scolastico e l’alcolismo giovanile, dati che nessuno si aspetterebbe: ha mai mosso un dito chi oggi interviene cercando il facile applauso ed è pagato o è stato pagato con soldi pubblici per affrontare le priorità di questa città? Ricordo inoltre riguardo alla videosorveglianza che l’Amministrazione sarebbe ancora ferma, se non avessi esercitato pressioni per adire a vie legali contro il fornitore. Non serve limitare l’operatività dei locali. Lo pensavo quando nel 2010 lavorai per annullare alcune misure penalizzanti e lo penso ancora adesso. Al contrario gli esercenti (gestori di bar, pub, ristoranti, discoteche), che oltretutto subiscono un livello di tassazione assurdo, sono un patrimonio per questa città, la tengono viva, vanno tutelati e supportati, soprattutto quando ancora hanno la voglia e la pazienza di proporre una programmazione artistica. Bisogna inoltre chiarire un aspetto: i ragazzi in questione nella gran parte dei casi portano l’alcol da casa, acquistandolo o facendolo acquistare da amici maggiorenni nei supermercati. È vero che esiste in tante famiglie italiane un problema educativo (lo stesso vale nella scuola); è vero anche che questo non sempre avviene per colpa delle famiglie stesse. Faccio un esempio: oggi tanti genitori, spesso entrambi, per garantirsi un lavoro sono costretti a stare fuori di casa per ben oltre 12 ore; il tutto con ritmi e tensioni non paragonabili al passato. Questo in alcuni casi impedisce di tenere sotto controllo tutto ciò che influenza la crescita dei propri figli e viviamo in un mondo in cui è facilissimo entrare in contatto con modelli negativi. La politica nei decenni passati cosa ha fatto per permettere all’istituto della famiglia di rimanere un presidio educativo? I genitori di oggi sono messi nelle condizioni di crescere i propri figli all’insegna della presenza e senza sensi di colpa? Sono evidentemente questioni molto complesse e francamente è una chimera pensare che possa essere una pur lodevole opera di sensibilizzazione di un’Amministrazione Comunale a risolverle.

Dunque nel nostro piccolo bisogna muoversi con equilibrio e concretezza attraverso misure che diano risultati a breve e medio termine e restituiscano dignità e decoro a tutta la comunità cittadina. Avanzo qualche proposta da mettere al vaglio di tutti gli interlocutori:

  1. Alcuni in queste settimane hanno proposto l’emissione di un’ordinanza che impedisca il consumo di alcol lontano dai locali per disincentivare chi lo porta da casa e per evitare che le bottiglie siano lasciate o spaccate in giro. È una misura che altrove ha sortito qualche effetto: può funzionare anche a Domo? Lo si valuti alla svelta con i gestori e le forze dell’ordine ed eventualmente si applichi in via sperimentale in qualche serata specifica. In questa maniera i genitori degli eventuali trasgressori sarebbero messi di fronte all’evidenza e sarebbero costretti a pagare una sanzione oppure a farla convertire di comune accordo nello svolgimento di compiti socialmente utili;

  2. Si imposti un piano di uscite serali del Corpo di Polizia Municipale nelle occasioni più a rischio;

  3. Si pretenda che la società che gestisce lo spazzamento nelle mattine successive a determinate serate pulisca in via prioritaria le aree più critiche, perché non è tollerabile che debbano farlo al posto loro residenti e gestori dei locali;

  4. Ai ragazzi bisogna offrire delle alternative e può servire responsabilizzarli e farli sentire parte positiva e protagonista della città, devono percepirla come propria. Si individuino nelle scuole i più volenterosi e creativi e insieme a loro e ai gestori dei locali il Comune organizzi una serie di piccoli eventi a basso costo con cui animare le serate in città;

  5. Si investa sugli spazi di aggregazione: quando guidavo la Consulta Giovani abbiamo aperto la sala prove musicale, frequentata da decine di band. Spazi come questo danno la possibilità di scoprire e coltivare delle passioni, che sono un grande antidoto alla noia che porta a certi atteggiamenti;

  6. Negli ultimi anni tanti giovani hanno dato vita ad esperienze associazionistiche in campo sportivo e culturale, anche fuori dai soliti schemi. Bisogna aiutarli ad entrare nelle scuole, perché se anche i giovanissimi entrano a far parte di quelle realtà, in pochi anni il coinvolgimento può estendersi a macchia d’olio ed isolare sempre più gli esempi negativi.

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