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ospedale letti

DOMODOSSOLA - 13-11-2020 - Un intervento

di Bernardino Gallo, presidente del gruppo FB SOS Ossola Cusio Verbano e già presidente USSL.

"Nel VCO non abbiamo bisogno di cattedrali nel deserto come un nuovo ospedale tra Domo e Villa tra l’altro in zona alluvionale e nemmeno altrove, ma prima di argomentare di nuovo consentitemi di ringraziare il personale sanitario tutto per l’abnegazione e i sacrifici supportati tra cui anche infezione da coronavirus e con la prospettiva di veder cancellati ferie e congedi, ma anche le ore di riposo dopo turni massacranti dalla direttiva regionale. Chiediamo che si assuma celermente personale sanitario anche in deroga alle normali procedure. Mi corre anche l’obbligo di chiarire il mio parere sulla riapertura delle nascite al San Biagio e ripetere che dietro il comitato mamme che ha rubata la mia idea e tradito le circa 500 firme nel gruppo SOS su FB di donne che condividevano il mio auspicio di riaprire l'area materno infantile a Domodossola e ricostituire un comitato mamme. Costoro sono parte integrale di chi interviene non per risolvere ma solo per apparire e aveva avallato la chiusura del punto nascite senza pretendere un tempo di riapertura. Anche il sindaco Pizzi aveva avallata la chiusura nello stesso modo. All'epoca solo un mio pesante intervento aveva fatta assicurare l'urgenza e l'emergenza con una squadra di figure necessarie di medici e paramedici e si sono salvate vite umane di nascituri e partorienti. La suddetta squadra avrebbe bisogno di qualche letto a disposizione per svolgere il ruolo di far partorire al San Biagio e nessun o insignificanti rinforzi. Penso però che in questo stato di confusione sulla sanità da parte della regione Piemonte con una serie di errori che non ridurranno i casi di pandemia, sarà molto difficile che si potrà conseguire qualche risultato positivo, anche perché della materia nascite s’interessano i primari di tale settore di Verbania e qualche dirigente, tutti allineati contro il San Biagio di cui sono acerrimi nemici. Non occorre un ospedale nuovo ma una rivoluzione copernicana rispetto al passato di tagli riguardanti soprattutto il personale ma non solo, di accentramenti che hanno svuotato gli ospedali periferici di servizi e qualità di tagli al territorio con la cancellazione dei distretti che avevo realizzato in passato, la burocratizzazione dei medici di medicina generale detti anche di famiglia impegnati solo a sfornar ricette o “impegnative” do visite o esami.  La pandemia, già dalla prima fase, ha reso evidente che necessita potenziare o riaprire strutture o attività del territorio e ci vuole un’organizzazione diffusa e interconnessa. In questo momento che occorre affrontare il coronavirus in modo non confuso con tutte le altre cure, questione ignorata che ha prodotto la difficoltà enorme o l’impossibilità di poter curare le persone affette da tutte le altre malattie. Dopo le ingenti risorse utilizzate per migliorare gli ospedali esistenti sarebbe un vero spreco costruirne uno nuovo con lo scopo nascosto di farne l’unico ospedale di riferimento di tutto il VCO e questo sarebbe deleterio: innanzi tutto perché c’e bisogno di servizi diffusi. Poi perché un ospedale unico se collocato a nord del VCO risponde a esigenze di popolazione periferica e montana ma trascurerebbe quella maggiore della parte meridionale del VCO e, comunque, non garantirebbe l’urgenza e l’emergenza ovunque collocato. Un nuovo ospedale costerebbe almeno il triplo di quanto è necessario per completare e rendere super efficienti gli esistenti con particolare riguardo al San Biagio e al Castelli senza ignorare il Madonna del Popolo. Naturalmente sappiamo bene che un ospedale nuovo rafforza il potere soprattutto clientelare di chi lo realizza e, guardando al passato, spesso anche foriero d’illegalità e tangenti. Cosa ne sarebbe delle attuali strutture del San Biagio che saranno oggetto di appetiti edilizi che non gratificheranno per niente la storia e mortificherebbero i soldi spesi. E cosa ne sarebbe del Castelli se non oggetto d’essere fagocitato in attività sanitarie private, seppur convenzionate, che già oggi sono abnormi e al 70% nel VCO?  Pertanto siamo contrari all’ospedale nuovo ovunque realizzato e ci battiamo per il miglioramento dell’esistente ma impostato in modo non gerarchico ma integrato, sia col territorio da potenziare e riorganizzare ma anche con tutte le strutture di secondo livello del Piemonte per acquisire e garantire qualità e indirizzare velocemente i pazienti ove possano avere cure adeguate. Le nuovissime scoperte tecnologiche permettono questo tipo di organizzazione integrata e consentono non solo di essere di supporto anche di poter intervenire da remoto. In questo periodo di confusione e divisione generale con gruppi l’un contro l’altro armati e sindaci e amministratori silenti o proni salvo eccezioni, occorre che il Popolo sia  vigile e allertato per battersi per una nuova e più efficiente sanità in Ossola come nel Cusio e nel Verbano".

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