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DOMODOSSOLA - 16-11-2020 - Federconsumatori del VCO

rende noto un brutto episodio capitato ad una pensionata domese, rivoltasi per un prestito ad una presunta finanziaria e rimasta senza prestito e con 10mila euro in meno. La donna ha sporto querela.

La vicenda ha inizio nel maggio 2020 quando la signora ha contattato il sito di prestiti on line  www.prestitigo.it per richiedere un finanziamento da 30.000 euro, attratta dai tassi di interesse molto bassi e convenienti. Veniva quindi ricontattata dall’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., il quale, al fine di concedere il prestito, richiedeva il pagamento di diverse somme a titolo di istruttoria pratiche, tasse, assicurazioni, commissione sblocco, garanzie, etc. Il totale dei bonifici corrisposti dalla pensionata è superiore a 10.000 euro. Inoltre la Società richiedeva molti dati personali, quali l’estratto conto corrente, copia della carta d’identità, copia delle bollette di energia elettrica. All’ennesima richiesta di bonifico la signora si rifiutava, richiedendo la restituzione di quanto versato. La presunta Società accusava quindi la mal capitata di essere disonesta e di aver commesso una truffa. Ovviamente nessun finanziamento è mai stato erogato.

Rivoltasi alla sede di Federconsumatori di Villa Olimpia a Pallanza, il responsabile di Sede Orazio Filocamo si è subito accorto che le cose non andavano come dovevano: generalmente le spese di istruttoria pratica vengono decurtate dalla somma totale del finanziamento erogato, mentre in questo caso le somme sono state richieste in anticipo. Inoltre i bonifici sono stati eseguiti verso un conto estero, e difficilmente in questi casi le somme vengono recuperate, in quanto la titolarità di quei conti spesso appartiene a soggetti anch’essi ignari. Consigliata anche dal legale della Sede Verbanese di Federconsumatori, Enzo Iapichino, il quale contattava immediatamente il commissariato di Polizia di Omegna, la Signora veniva subito invitata a sporgere querela.

Da una semplice ricerca sul sito di tale presunta Società risultano diverse anomalie: non viene indicata la partita iva, il codice fiscale o l’indirizzo pec, e gli unici mezzi di contatto sono l'indirizzo mail e il numero di Whatsapp. Il Cap 00173 delle sede legale è errato in quanto in quella zona di Roma il vero cap è 00178. In quella sede, peraltro, vi è un vero gruppo bancario, il quale ovviamente è totalmente estraneo alla Società PrestitiGo. Inoltre risultano già altre segnalazioni da parte di utenti, i quali denunciano la tentata truffa presso il seguente sito  https://www.signal-arnaques.com/it/scam/view/134294#comment-549383

Il consiglio di Federconsumatori e della Polizia, prima di avventurarsi in rapporti con soggetti sconosciuti, è di verificare sempre se la presunta Società di finanziamento sia munita di partita iva e codice fiscale, che sia iscritta negli appositi albi e in camera di commercio, e che non risultino truffe o segnalazioni in rete. Nel dubbio contattare la Banca d’Italia, l’ABI o qualsiasi altra Istituzione. Soprattutto, nel momento in cui richiedono denaro prima di erogare il prestito, bisogna dubitare immediatamente rivolgersi alla Polizia.

Il rischio in questo caso, oltre alla mancata e purtroppo probabile perdita del denaro già versato, e che i dati personali forniti vengano utilizzati per aprire altri conti o altre posizioni finanziarie utilizzabili poi in altre truffe. Avendo già fatto denuncia, si possono quindi evitare ulteriori danni per il futuro.


 

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