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MASERA - 24-11-2020 - Sono passati

vent’anni esatti dall’ultima calamità naturale che ha colpito questa parte di Ossola, a causa della brusca inondazione del fiume Toce e dei suoi affluenti. Qua sulla piana di Masera quest’anno le acque burrascose di ottobre hanno trascinato centinaia di piante e tonnellate di sabbia sulle piste di manovra degli aerei, ma la problematica grossa rimane sempre la pulizia del fiume: ormai a centro dell’alveo, largo centinaia di metri fra i comuni della piana dell’Ossola, svetta un isola di decine di metri di sedimenti presenti da decenni nel letto del fiume. I mutamenti di percorso delle traiettorie fluviali hanno riportato negli ultimi anni la sede del corso d’acqua più importante di nuovo a ridosso della superstrada dell’Ossola e dell’Aviosuperficie li poco distante. Acqua che da parecchio tempo ha ricominciato a erodere i basamenti delle sponde a protezione dell’arteria e degli hangar dei velivoli, fino appunto alla tracimazione di quest’anno. Piero Bracali, presidente dell’Air Valdossola commenta così: “Danni ingenti, sui 30.000 euro di danni che stiamo cercando di ripagare con il nostro stesso lavoro sulle strutture. I maggiori danni li ha avuti la pista, mentre le difese spondali sono di nuovo erose, soprattutto ora il rischio è rivolto di nuovo alla superstrada come nei primi anni duemila, rischiamo che al nuovo evento meteorologico danni ingenti agli argini di tutta l’area. Ci sono stati promessi lavori di pulizia dei fiumi che speriamo abbiano luogo a breve.”

Vittorio Manini


 

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