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corta funerale montescheno

MONTESCHENO-13-01-2016- L'Ossola ha dato oggi l'addio a due dei suoi figli migliori.

Due bravi ragazzi, due giovani sani, forti, educati, rispettosi, lavoratori. Due giovani che avevano sani principi ed amicizie vere. Due giovani che amavano la loro terra, che avevano un'innata passione per la montagna, e che per essa sono stati rubati alla vita. Che di loro rimanga l'esempio di come erano cresciuti, che si trasmetta ai giovani del loro paese, ai loro amici, alle future generazioni. Si sono svolti oggi nella chiesa di Montescheno, con una folla oceanica, i funerali di Davide Tarovo e Manuel Battro. Forte l'emozione dei presenti per l'ultimo abbraccio agli alpinisti travolti sabato 9 gennaio da una valanga in Svizzera: “Questa comunità sta realizzando ciò che è l'ideale della Chiesa essere il corpo di Cristo vi si è stretta intorno come un caldo abbraccio - ha detto oggi don Alberto Andrini rivolto in particolare ai famigliari e agli amici - che non toglie la sofferenza però aiuta a portare il peso, in questo vedo un grande affetto e una grande fede. C'è speranza è un po' come quella luce che ieri ha illuminato il paese, c'era la notte, ma c'erano anche tante piccole luci”. Don Alberto ha nell'omelia ha rivolto un ringraziamento speciale ai due giovani. “Grazie a Davide e Manuel perchè anche se inconsapevolmente ci hanno ribadito ancora una volta che la vita è davvero bella e da vivere in compagnia, ma sa anche essere fragile e fugace non possiamo perdere tempo, non possiamo perdere le occasioni di bene che ci vengono messe davanti”. Gli amici hanno ricordato la figura Manuel e Davide dedicandogli parole di affetto e stima. I presenti erano tantissimi da non poter per essere accolti nella chiesetta del paese molti hanno pregato per i due giovani dalla piazza e dalle vie del paese. C'erano tanti amici che con Manuel e Davide avevano condiviso salite, gite e momenti conviviali, gli amministratori, gente proveniente da tutta l'Ossola per esprimere vicinanza alle famiglie così duramente colpite. Il dolore dei parenti è diventato quello di una comunità. “Le famiglie non saranno lasciate sole. Il loro dolore tocca tutti quanti. Il ricordo – ha detto don Alberto - il bene le esperienze vissute da questi giovani l'averli visti crescere sono un patrimonio prezioso. Se chiamiamo in aiuto il Signore lui verrà, egli conosce questo dolore lo ha provato sulla sua pelle”.

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