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corta ospedale sanbiagio

DOMODOSSOLA- 21-01-2016- Dopo il comunicato in difesa del Dea

del san Biagio di Lucio Pizzi arriva dal movimento Una la segnalazione di come sia stato proprio questo movimento ad avere sempre fatto pressione in difesa della sanità. Si accende così la politica domese in vista delle prossime elezioni comunali: “La questione sanità- commenta Doris Tartari del Movimento Una- e la chiusura e il declassamento dell'ospedale San Biagio è indubbiamente al centro della "battaglia" per le amministrative di Domodossola, anche se con le nostre liste allargheremo lo sguardo a 360 gradi e su molte altre problematiche allo scopo di arrestare il declino della città e dell'Ossola. Siamo in fase avanzatissima per le linee programmatiche oltre che sulle liste e relativi simboli che dovrebbero appoggiare la candidatura a sindaco di Bernardino, la cui esperienza e realizzazioni su sanità e altre varie tematiche, crediamo sia indiscutibile. Concluderemo in tempi brevi su tutte queste problematiche e ne daremo ampia informazione.

La sanità è talmente importante che siamo convinti che i vertici della giunta regionale, a partire da Reschigna, si siano inventati la proposta di un ospedale unico in quel di Ornavasso, pur di rinviare la decisione di collocare in Dea solo al Castelli di Verbania e declassare il San Biagio che diventerebbe poco più di un'infermeria con la perdita di tutti, ma proprio tutti i servizi importanti tra i quali Emodinamica, Cardiologia, Oculistica, Urologia, Rianimazione, Neurologia e altri ancora.

Un ruolo non irrilevante in questa partita svolge il neo direttore generale dr. Caruso anche quando diffonde i dati relativi agli accessi ai Dea e ai parti. Diciamo che utilizza un occhio di bue per far risaltare il Castelli rispetto al San Biagio. Infatti, per i dati di accesso al Dea non considera che a Verbania il metodo riguardi non l'accesso della singola persona ma le prestazioni alla stessa e che a Domodossola questa procedura sia stata adottata successivamente e non comprendente tutto il 2.015. Non entra nel merito della differenza dei cosiddetti codici tra i due Dea che, azzardiamo, siano più "importanti" a Domodossola per la maggior completezza dell'ospedale, che le case di cura convenzionate scaricano sul Dea del Castelli molti casi che dovrebbero risolvere con i loro medici, infine che a Domodossola vi è un notevole filtro svolto dal punto nascite e dal country pediatrico su circa seimila casi all'anno e che l'area materna infantile, nonostante che sia collocata al Castelli, assolutamente non svolge. Infine sui parti ribadiamo che la mobilità passiva è responsabilità della scarsa qualità percepita da parte degli utenti del Verbano e del Cusio alla quale si aggiungono anche utenti ossolane, costrette dai protocolli a non poter partorire al San Biagio. Rammentiamo che le nostre liste sono figlie di noi Una, che a sua volta nate da Sos Ossola, gruppo che sulla sanità nel Vco e non solo in Ossola e sul San Biagio e sanità ha fatto di tutto e di più ivi compresa l'Emodinamica e la struttura del documento di dove collocare il Dea approvato da tutti i sindaci, tranne che da Verbania, della rappresentanza Asl Vco. Ci fa un piacere che alcuni altri ci seguono ma noi siamo Docg. Ci preme sottolineare che non sono sulla posizione di difesa del San Biagio, non soltanto le formazioni che appoggeranno Cattrini che ha sottoscritto con la regione l'impegno di cancellare la destinazione sanitaria dell'ospedale San Biagio, sostanzialmente cancellarlo al di la di sue recenti dichiarazioni, vere e proprie balle campate in aria. Lo sono anche i 5 Stelle locali che, da dichiarazioni del loro consiglieri regionali, sono favorevoli a un 'ospedale nuovo, non a Piedimulera di cui prenderebbero solo il progetto se utilizzabile, non curandosi assolutamente di un adeguato ruolo alternativo a quello ospedaliero del San Biagio. Le nostre liste porteranno avanti in chiarezza e competenza questo e altri temi importanti con la determinazione che daremo sempre priorità al coinvolgimento del Popolo e al suo parere come indicheremo nelle linee programmatiche ritenendo che anche tutti i nostri candidati possano diventare una squadra che si attiva per la democrazia dal basso”.

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