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DOMODOSSOLA- 24-01-2016- Lunedì 25 e martedì 26 gennaio, a Brdo in Slovenia,

nasce formalmente Eusalp, la Strategia Macroregionale alpina che comprende 48 Regioni di sette Stati europei dove vivono 70 milioni di abitanti. Al lancio sarà presente anche Uncem, con il suo presidente nazionale Enrico Borghi. Il Piemonte, con il suo sistema di Enti locali, 553 Comuni e 50 Unioni montane di Comuni, dovrà giocare un ruolo fondamentale nella definizione delle azioni e delle opportunità condivise lungo l'arco alpino: "Crediamo nella Macroregione - evidenzia il presidente Uncem Piemonte Lido Riba - che non è una strategia solo per la montagna, ma ci chiede di definire le politiche per la montagna non isolandole, non lasciandole ai margini, ma in un proficuo rapporto con le aree urbane. È quello su cui puntiamo da tempom in particolare quando chiediamo vengano riconosciuti e pagati i servizi ecosistemici-ambientali che le Terre Alte svolgono. Non c'è sviluppo senza uno scambio osmotico continuo tra montagna e pianura, tra città ed aree a bassa densità di popolazione ed alta dispersione". Eppure, se nell'area est europea la coesione tra Stati e regioni europee lungo le Alpi è cresciuta negli ultimi due decenni, nell'area alpina occidentale i problemi sono molteplici e il dialogo più complesso. Sta emergendo anche nelle relazioni tra Italia e Francia con il programma Alcotra. Emerge con la Svizzera, fuori dall'UE, e anche tra Regioni italiane. "Dobbiamo crescere culturalmente - sottolinea Riba - non solo politicamente. Dobbiamo maturare come sistema istituzionale nel suo complesso, che coglie e vince le sfide europee del prossimo futuro. Uncem vuole aiutare in tal senso gli Enti locali che rappresenta. La competizione tra macroaree europee è altissima. Le nostre valli alpine, dalle Alpi del Mare all'Ossola continuano a perdere popolazione e imprese, faticano a crescere. Vietato generalizzare, visti gli esempi di valli che già hanno individuato su cosa puntare per invertire il negativo trend di spopolamento e abbandono. Eusalp ci può aiutare. Si lavorerà con altri Stati su cambiamento climatico, innovazione, reti di trasporto, energie rinnovabili, riorganizzazione dei servizi. Ma una cosa in particolare deve orientare questi tavoli che partono con l'evento di Brdo,ed è lo sviluppo socio-economico dei territori. Questo sia il perno dell'impegno di chi lavora alla Strategia"

 

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