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corta tribunale domo

DOMODOSSOLA- 25-01-2016- I locali che ospitavano il tribunale di Domo non sono ancora nella disponibilità del Comune. Sembra che all'interno ci siano ancora importanti documenti che non sono ancora stati trasferiti a Verbania. Nel frattempo non si sa chi paghi le spese dello stabile, né se lo Stato paghi l'affitto al Comune. Sulla questione interviene Bernardino Gallo, presidente di Sos Ossola: “L'attività del tribunale a Domodossola terminò nell'ottobre del 2014 a causa del combinato disposto della politica centralistica imperante, dei poteri forti "verbanici" e salvo qualche voce nel deserto, del silenzio assenso della quasi totalità degli amministratori ossolani ben assortiti tra imbelli e proni agli ordini di partito o istituzionali. Molti di questo secondo gruppo ne ricavano dei vantaggi personali, (o sperano di averne in futuro), naturalmente a discapito del territorio ove vivono e amministrano. A distanza di un anno e quattro mesi i locali del Tribunale non sono stati nemmeno restituiti al proprietario che è il comune di Domodossola, il quale, per un certo periodo ha pagate le utenze e l'impresa delle pulizie. Una burocrazia inefficace sorda cieca e sprecona di denaro pubblico, che è una vergogna intollerabile per tutti i cittadini che pagano le tasse, molti dei quali non arrivano a fine mese sia in famiglia che nelle attività commerciali, industriali e artigianali. In tale contesto di imbelli e proni al centralismo e ai "poteri forti", perdemmo con il tribunale anche il Giudice di Pace che poteva essere fatto ritornare entro il luglio del 2.015, come più volte indicammo e sollecitammo.La vergogna è ancora più intollerabile in quanto avevamo dati suggerimenti per mantenere almeno tale importante servizio, (giudice di Pace), utilizzando lo strumento dell'Unione dei Comuni più grande, erede della commissariata Comunità Montana, che si era impegnata con tanto di delibera a farsi carico, in gran parte, dei costi di tale attività. Il sindaco a noi aveva assicurato verbalmente il suo interessamento.Rammentiamo che, anche in compagnia della quasi totalità dei sindaci ossolani, il sindaco Cattrini e l'amministrazione da lui guidata, se ne sono strafregati e non hanno nemmeno avanzato l'istanza al ministero competente. Tutto questo in perfetta coerenza tenuta per la chiusura e l'accentramento a Verbania, di molti altri servizi chiusi in questi anni. Sempre Cattrini vorrebbe aggiungere a tutti questi "risultati" a Domodossola e all'Ossola, il "capolavoro" più grande: la chiusura del San Biagio o il suo declassamento che è quasi di pari gravità a causa delle nefasti ricadute negative dal punto di vista economico e sociale. Rammentiamo che ha firmato con la regione un documento impegnativo che all'art. 6 ne prevede il cambio di destinazione sanitaria per poterlo alienare. cioè svendere. Nel frattempo, sul destino del San Biagio, racconta incredibili frottole, insieme ad altri di questa maggioranza nel comune di Domodossola, su attività socio sanitarie che potrebbero esservi collocate. Sono incredibili! Invitiamo Una (Unione Nuova Autonomia) e le liste elettorali da essa ispirate per le prossime elezioni di sindaco e consiglieri a Domodossola, di battersi, appena entrati in comune, per il rientro del giudice di Pace, per il ripristino di quelli chiusi e anche per il tribunale. Noi riteniamo che sia possibile anche in periodo di crisi, anzi soprattutto in tale congiuntura negativa, tagliando gli sprechi, razionalizzando e assicurando i servizi alle genti delle periferie e della montagna.

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