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DOMODOSSOLA – 25-01-2015 Negli ospedali San Biagio e Castelli arriva la mammografia in 3D.

E' stato presentato oggi il progetto “Proteus donna” che ha l’obiettivo di mettere a confronto gli esiti della mammografia tridimensionale con quelli della mammografia tradizionale (a due dimensioni). Il progetto si colloca nell’ambito del programma regionale di screening “Prevenzione Serena” e si rivolge alle donne tra i 46 e i 68 anni di età, invitate tramite lettera. Il progetto viene sviluppato dal Dipartimento di Diagnostica per Immagini dell’Asl Vco sia presso l’Ospedale San Biagio di Domodossola che presso l’Ospedale Castelli di Verbania. Alla presentazione sono intervenuti oltre al Direttore Generale dell’Asl del Vco Giovanni Caruso, il Direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini Attilio Guazzoni, il Professor Corrado Magnani docente alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell' Università del Piemonte Orientale, il direttore Generale della Fondazione Tempia Pietro Presti, Amministratore Delegato e Direttore Generale Ditta im3D Spa Davide Dettori. La mammografia 3D in aggiunta alla normale mammografia 2D ha mostrato di identificare più tumori della sola mammografia 2D e, allo stesso tempo, di ridurre richiami inutili per le pazienti. “Al momento attuale, la mammografia 3D non può essere considerata metodica utilizzabile nell’ambito dello screening – ha detto il professor Attilio Guazzoni- vi è necessità di studi randomizzati in grado di suggerire in modo generalizzato questo nuovo approccio di screening. Lo studio randomizzato “Proteus Donna”, promosso dalla Regione Piemonte e da i-m3d, azienda torinese leader nell’imaging diagnostico, permetterà di dare certezza riguardo al bilancio fra benefici ed effetti negativi della mammografia 3D per lo screening dei tumori della mammella”. Lo studio avrà durata triennale e sarà condotto nel contesto del programma regionale di screening dei tumori “Prevenzione Serena”, sotto la responsabilità scientifica del CPO Piemonte che da anni si occupa del percorso di screening monitorando, attraverso il controllo di qualità e la valutazione epidemiologica, il suo impatto sulla salute dei cittadini. Lo studio inoltre si avvale della collaborazione di professionalità provenienti dall’Università degli Studi di Torino, del supporto informatico del CSI Piemonte (ente strumentale della Regione per i sistemi informativi della Pubblica Amministrazione) e della collaborazione della Fondazione Edo ed Elvo Tempia, da sempre in prima linea nella prevenzione contro il cancro. In Piemonte è previsto il del coinvolgimento di oltre 92.000 donne. Le donne di età compresa tra i 46 e i 68 anni, senza precedenti diagnosi di tumore alla mammella  riceveranno, unitamente alla lettera di invito per il programma di screening Prevenzione Serena, l’invito allo studio Proteus Donna. La partecipazione allo studio è completamente gratuita, non richiede impegnativa del medico curante. Il giorno stabilito per fare la mammografia di screening bisogna recarsi direttamente allo sportello dell’accettazione della radiologia, nella sede e nell’orario indicati nella lettera di invito, e comunicare all’operatore dedicato all’assistenza la propria adesione allo studio. Al momento dell’adesione, la donna sarà infomata sul tipo di screening da fare: screening con mammografia 3D o normale screening mammografico.
La donna assegnata allo screening standard farà la normale mammografia bilaterale (in entrambe le mammelle) in duplice proiezione. La donna assegnata allo screening con mammografia 3D farà l’esame combinato mammografia 3D e normale mammografia che consiste nell’acquisizione in rapida sequenza della mammografia 3D bilaterale (in entrambi le mammelle) 3D in doppia proiezione e delle medesime proiezioni 2D. Come per la normale mammografia di screening, gli esami saranno acquisiti da tecnici di radiologia e poi letti e valutati separatamente da due medici radiologi. “La dose di radiazione per l'acquisizione della mammografia 3D sarà superiore rispetto alla tradizionale- ha spiegato Guazzoni- ma ampiamente nei limiti previsti. L'utilizzo della mammografia 3D permette di evidenziare più chiaramente le alterazioni che indicano un tumore mammario anche di piccole dimensioni e ridurre il numero di errori diagnostici che possono portare a non riconoscere correttamente un tumore oppure a interventi e preoccupazioni non necessari”.

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