1

270borghi aula2

DOMODOSSOLA- 01-06-2015- Potrebbe essere l'escamotage per salvare il punto nascite di Verbania, e quello di Domo, un progetto pilota nazionale sul tema “nascere in montagna” che l'onorevole Enrico Borghi ha presentato con una missiva alla Regione dopo averlo illustrato al sottosegretario alla salute: “Sono con la presente a comunicarvi- scrive Borghi a Chiamparino, Reschigna e Saitta- che nella giornata odierna l'ufficio di presidenza dell'Intergruppo Parlamentare per lo sviluppo della montagna ha incontrato il sottosegretario alla salute, Prof. Vito De Filippo, relativamente alla richiesta da noi avanzata di avviare uno specifico progetto pilota nazionale sul tema "nascere in montagna". La proposta da noi avanzata, sulla scorta di uno specifico incontro tenutosi a Trento lo scorso mese di febbraio nel quale si è' effettuato un confronto con analoghe situazioni svizzere, austriache e tedesche, e' relativa all'avvio di uno specifico tavolo di lavoro presso il Ministero della Salute con le Regioni al fine di sviluppare un progetto pilota nazionale di durata pluriennale attraverso il quale promuovere un'integrazione o un aggiornamento degli standard fissati dall'accordo Stato-Regioni affinché, laddove vi siano oggettive condizioni di disagio territoriale connesse con lo status di territorio interamente montano -purché siano raggiunti obiettivi di qualità, efficacia e appropriatezza previsti dallo Stato- possano essere ammesse modalità organizzative più flessibili ed idonee a garantire il servizio il più vicino possibile ai cittadini, anche al di sotto dei 500 parti all'anno. A tale proposito, infatti, il nostro lavoro di confronto con le realtà similari alpine ha consentito di evidenziare che:

1) lo standard italiano dei 500 parti, in particolari condizioni può essere superato senza ridurre i livelli di sicurezza. Austria, Germania e Svizzera sulla base degli stessi indirizzi internazionali a cui e' sottoposto il nostro Paese, hanno fatto scelte diverse, più flessibili, più ragionevoli e più ttente alle esigenze dei cittadini. Merita attenzione la posizione assunta dal Prof. Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei Medici del Trentino, riferita all'apertura di un confronto, volto a sviluppare un progetto organizzativo possibile ed attento ai rischi del percorso nascita per la popolazione che vive nelle aree più decentrate e disagiate delle zone alpine; 2) gli standard riguardano un mix tra costo, organizzazione, responsabilità professionali, sicurezza in ospedale, ma e' totalmente assente la valutazione dei rischi correlati all'imprevedibilità degli eventi prima dell'accesso ai punti nascita. STEN e STAM (laddove esistenti) a decine di chilometri di montagna dal punto nascita suscitano molte perplessità, ed inoltre appare chiaro che la comunità scientifica italiana che ha costruito gli standard ha posto in particolare l'accento sulla questione delle responsabilità penali e civili degli operatori e sulla materia contrattuale. Sulla scorta di ciò, il sottosegretario ha valutato positivamente la possibilità di sperimentare un progetto pilota apposito, da concordare congiuntamente con le Regioni anche sulla scorta della Strategia Nazionale delle Aree Interne che di questi aspetti connessi con la sperimentazione nei campi dei servizi sanitari in aree disagiate fa uno degli elementi più rilevanti e salienti. Con la presente, pertanto, sono a segnalarVi la circostanza, nella consapevolezza che la Regione Piemonte -attenta alle peculiarità dei territori di montagna e delle vallate- saprà partecipare con attenzione e capacità al lavoro che sta per avviarsi sul merito”.

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.