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palmira rovine

DOMODOSSOLA- 18-05-2017- Cancellare la memoria e la storia di un popolo distruggendone il patrimonio artistico e culturale, per vincere una guerra o conquistare un territorio o un Paese: è successo in passato, a Lovanio nel 1914 quando i tedeschi bruciarono la biblioteca universitaria, a Montecassino nella seconda guerra mondiale con il bombardamento alleato del monastero, la distruzione dei Buddha in Afghanistan o il ponte di Mostar nell’ex Jugoslavia, fino alla fanatica follia dell’ISIS nella distruzione di Palmira e delle statue nei musei, ma  anche dei commerci di reperti per finanziare la jihad.
Di questi crimini ne hanno parlato a Teatro Galletti agli studenti dei Licei “Spezia” e “Marconi” di Domodossola due esperti a livello internazionale nel settore, Massimo Carcione e Silvia Chiodi, nella conferenza dal titolo “Salvaguardia del patrimonio artistico e culturale a rischio: dall’esperienza a Baghdad e Nassiriya alle problematiche attuali”, svoltasi nella mattinata di mercoledì 17 maggio 2017.
Organizzatori il Liceo “Spezia” ed il CNR, che in apertura della conferenza ha visto l’intervento del Dirigente scolastico del Liceo Ragozza e poi dell’Assessore alla Cultura della Città di Domodossola Folino, con l’introduzione del Dr. Massimo Carcione del Blue Shield Network-Centro Alti Studi "Fabio Maniscalco" per la documentazione e la formazione sulla protezione internazionale dei beni culturali, e successivamente la relazione della Dott.ssa Silvia Chiodi, Dirigente di ricerca del CNR Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee di Roma.
Presenti tra il pubblico anche la componenti della Croce Rossa Italiana e l’Arma dei Carabinieri, presenze non casuali perché, come hanno sottolineato nei loro interventi i relatori, la CRI oltre all’impegno di carattere umanitario a salvaguardia delle vittime dei conflitti, opera anche per il rispetto delle Convenzioni internazionali che riguardano i beni collegati all’arte e alla cultura, mentre i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale svolgono in Italia e all’estero una funzione preziosa nella salvaguardia e nel recupero di quanto viene messo a rischio in occasione di guerre ed eventi calamitosi.
Massimo Carcione ha rappresentato il quadro della normativa internazionale e le azioni realizzate per la tutela del patrimonio artistico e culturale, sottolineando come non esista ancora una cultura della prevenzione, da costruire in tempo di pace e prima del verificarsi delle criticità.
L’esperienza in Irak in un contesto di concreto rischio per il personale specializzato nel recupero, restauro e valorizzazione delle opere d’arte, è stata riportata da Silvia Chiodi, che ha operato a Baghdad e Nassirya insieme al contingente militare italiano, raccontando i mesi di permanenza in un Paese di fatto ancora in guerra, del lavoro nei musei e nelle aree archeologiche, fra non poche difficoltà legate anche ai traffici di opere d’arte e ai grossi interessi economici ad essi collegati.
La conferenza si inserisce nelle attività del Liceo “Spezia” volte a far conoscere e sensibilizzare studenti e studentesse ai temi delle conseguenze dei conflitti e della tutela del patrimonio artistico e culturale al verificarsi di guerre, rivoluzioni o sconvolgimenti politici e sociali, ma anche per dare all’utenza scolastica ossolana  l’opportunità di un incontro con personaggi che operano in particolari settori e comunque a significativi  livelli nel proprio ambito, nazionale e internazionale.

 

 

 

 

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