1

App Store Play Store Huawei Store

corta gallo bernardino coop nero

DOMODOSSOLA- 18-09-2015- “Ci interroghiamo se come Sos Ossola

non si debba fare un salto di qualità e diventare un soggetto incisivo per battersi, partendo dall'Ossola, per una provincia autonoma ma anche federale, la cui autonomia amministrativa sia articolate nelle singole tre zone. Molti ce lo stanno chiedendo e ci stiamo riflettendo”. Così l'annuncio di Sos Ossola a margine di un comunicato stampa in cui si esprimono le considerazioni sull' atto aziendale presentato ai sindaci dei comuni del Vco ieri. Sembra quindi che il comitato ossolano pensi di scendere direttamente in campo, magari alle prossime elezioni comunali. Nel frattempo il presidente Bernardino Gallo critica l'Asl per la poca considerazione in cui tiene i comitati: “Con questa "nuova" dirigenza, si sono fatti passi indietro rispetto alla trasparenza, in quanto parrebbero non coinvolti comitati e associazioni. Noi come Sos Ossola nonostante la notevole attività e l'adesione di oltre 13.000 sul web non siamo stati invitati e nemmeno abbiamo ricevuto alcunchè. Nella medicina territoriale, i Distretti si è ancora indecisi tra due, (Verbania Cusio uniti e Ossola) oppure uno solo per tutta l'Asl Vco. La nostra posizione è per due, con l'Ossola a cui assegnare la struttura complessa per le indiscutibili sue caratteristiche. Se la scelta deprecabile fosse per un solo distretto, la sede principale dovrà essere in Ossola. Sui Dipartimenti e strutture organizzative pensiamo che i tagli sono insignificanti avendo ridotto solo 5 su 55. In una realtà periferica come la nostra ne basterebbero la metà accorpando molte funzioni. Bene il collegamento e l'integrazione con il primo livello (Novara) del resto già realizzato egregiamente con Emodinamica. Quest'ultima, irresponsabilmente, lavora solo due giorni alla settimana e non almeno sette per 8 ore al giorno. Una cosa parzialmente positiva richiesta dai sindaci e accolta, è stata quella di soprassedere e stralciare le tabelle relativi ai servizi ospedalieri con e senza Dea di primo livello, (come previsti negli allegati del piano sanitario regionale). Queste sono generiche e, per la nostra realtà, sono in enorme contraddizione in quanto prevedono l'accorpamento di taluni servizi come Oncologia, oggi al Castelli di Verbania, e Neurologia più Emodinamica oggi al San Biagio. Grave che una serie di attività saranno concentrate anch'esse nell'ospedale principale con Dea come si prospetta per Cardiologia, Area materno infantile, con enormi ripercussioni negative sugli utenti con risvolti di tragicità. Stranamente traumatologia è prevista in entrambi i presidi ospedalieri mentre potrebbe essere affidata a Verbania al personale del Coq di Omegna. Considerazioni e conclusioni finali. L'organizzazione per affrontare l'emergenza e l'utenza deve essere garantita sia a nord che a sud della provincia così come i servizi che si vorrebbero accorpare. La strada maestra, considerato che ci si lamenta della scarsità delle risorse, è che il Dea a Verbania venga affidato alla medicina privata convenzionata. nella nostra realtà ha il 60% rispetto al 40% di quella pubblica e dovrebbe fare una "cura dimagrante" per i doppioni esistenti e, quindi, essere compensata con l'affidamento del Dea. Ma avranno il coraggio i "nostri eroi" di affrontare lo strapotere del privato convenzionato? Sarà molto difficile perchè forti con i deboli a cui sottraggono servi e deboli con i forti”.

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.