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DOMODOSSOLA- 18-11-2015- Questa sera ad Omegna alle ore 20,30 si svolgerà,

nell'aula magna dell'Asl, la Conferenza dei sindaci del Vco dove sarà votato il protocollo d’intesa con la Regione per la realizzazione a Ornavasso del nuovo ospedale. Alle 19,30 invece si ritroveranno i rappresentanti dei sindaci con i presidenti dei tre comitati distrettuali per avere i chiarimenti urbanistici e geologici dei tecnici regionali sul sito prescelto e su quelli scartati. Nel frattempo dall'ossola sale la protesta, secondo Sos ossola infatti i sindaci non avrebbero il mandato per decidere per tutta la popolazione su questo tema, servirebbe un referendum: “ La "muraglia" del "pensiero unico" sull'unico ospedale da parte dei sindaci di area, comincia ad incrinarsi- scrive Bernardino Gallo, presidente del sodalizio- i sindaci di Re e di Formazza, hanno avanzato critiche e preoccupazioni fondate sulla distanza eccessiva da tutte le valli dell'Alta Ossola per la quale non è possibile garantire gli interventi di urgenza e emergenza, (118). In verità anche per altre valli, come la Cannobina, il problema è assolutamente concreto e reale, considerato che oggi, con due DEA, i tempi di trasporto sono talvolta già eccessivi, figurarsi con uno. Certamente la crepa è destinata ad aumentare in quanto vi sono già altri sindaci come quello di Piedimulera e altri di area Lega, che sono contrari all'ospedale unico in quel di Ornavasso o Gravellona e/o con metodo project financing come dal movimento 5 Stelle. Ci meraviglia anche la nebbia nella quale sono occultati i destini di tutte e tre gli ospedali del territorio che dovrebbero sparire: Castelli, Madonna del Popolo e San Biagio. Così come della direzione dell'Asl Vco che sicuramente non potrà restare ad Omegna.

Evidenziamo che la medicina territoriale, la cui trattazione è stata imposta anche prescindendo dalla discussione di ospedali e Dea, dalla giunta regionale con un ulteriore diktat,e in tempi sempre ristrettissimi ai sindaci che si sono piegati senza alcuna resistenza, probabilmente per meglio andare in "soccorso dei vincitori" e ricavarne qualche beneficio per il proprio comune o, absit iniuria verbis, per altri motivi. Tra l'altro sui servizi territoriali la confusione regna sovrana, riteniamo anche per responsabilità di chi ha diretto la discussione in quanto tra molti sindaci vi è l'idea che l'urgenza e l'emergenza possano essere affrontate dalla medicina del territorio, come traspare da alcune loro dichiarazioni. Niente di più falso in quanto con la medicina territoriale si avvicinano i servizi "di base" agli utenti e, al massimo, si dovrebbero limitare gli accessi al Dea dei cosiddetti codici bianchi o verdi con i quali si definiscono le non emergenze e urgenze per la loro non gravità. Questa confusione crediamo abbiano contribuito ad accettare con "leggerezza" la proposta di ospedale unico della giunta regionale. Assolutamente non comprendiamo come sia possibile affermare che non vi siano risorse per il mantenimento di due Dea e poi si propone qualcosa che costerebbe molto di più e per un periodo almeno ventennale! Così come non capiamol'intraprendere una strada molto più costosa della realizzazione a Piedimulera, dell'unico ospedale con problematiche complesse come modifiche piani regolatori ed espropri che allungherebbero i tempi e non possibili nei quattro anni di cui ha "blaterato" il presidente Chiamparino. Ai sindaci che si riuniscono per avallare la decisione della giunta che è in palese contrasto con i loro precedenti impegni pubblici e che vanno a questa riunione senza nemmeno convocare i consigli comunali, magari con una possibilità di dibattito pubblico, ribadiamo che non sono legittimati a prendere tale decisione. Faremo di tutto per contrastarla nel prosieguo chiedendo una consultazione popolare. Su un tema di tale portata chiediamo agli organi d'informazione locale non solo di dare adeguata voce anche chi ha opinioni argomentate diametralmente opposte a quelle della giunta regionale del Piemonte e dei suoi fedeli seguaci, ma anche a promuovere dibattiti tra le posizioni differenti! Lo facciamo anche in direzione della TV locale Azzurra TV nella sua seguita rubrica "il Sasso nello Stagno", non fosse per il fatto che non di sasso si tratta e nemmeno di un macigno ma di una rovinosa e gigantesca frana sul territorio del Vco e dell'Ossola in particolare”.

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