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zanetta spadone rosso

DOMODOSSOLA- 27-09-2017- Un semplice referendum

indetto dalla Provincia e si passa alla Lombardia, terra con cui il Vco è stato legato da millenni, prima di essere ceduto al Piemonte poco più di due secoli fa. Terra con cui si condivide lo stesso dialetto ( don Tullio Bertamini scriveva che sono la lingua ed i fiumi ad unire i popoli ndr.) con cui sono efficienti e numerosi i collegamenti ferroviari e stradali, gli scambi commerciali, i movimenti di studenti, lavoratori e turisti. L'ex senatore Valter Zanetta, stamane all'Hotel Corona di Domodossola ha annunciato il via di una petizione popolare per il passaggio di Regione da sottoporre poi al presidente del Vco. A sostenere il battagliero politico antigoriano c'è anche Roberto Rosso, già sottosegretario del Governo Berlusconi nel 2005 e politico di lungo corso e spicco in Piemonte, nonché presidente del nuovo “Comitato per l'autonomia del Piemonte”: “Questa è molto più di una provocazione- così Zanetta- non stiamo immaginando qualcosa di impossibile, bisogna spiegare ai cittadini che questa iniziativa è possibile, è prevista dalla costituzione, dall'articolo 132, con un referendum che deve essere indetto dalla provincia. Le ragioni per andare in Lombardia sono molteplici, storiche, turistiche, di vicinanza territoriale ed infrastrutturali, abbiamo dati anche concreti, tutta una serie di situazioni, oggi abbiamo un peso di marginalità che è tutto lì da vedere. Il referendum provinciale con una grande spinta popolare ritengo difficile possa essere rifiutato; sarà la proposta di una petizione popolare su questo tema con la collaborazione di tutti, con un comune sentire di rivendicazione territoriale, nel superamento delle ideologie, che verrà consegnata ai nostri consiglieri provinciali, che la presenteranno al presidente della Provincia per indire o meno il referendum”. Ha preso la parola anche Luigi Spadone, a nome suo e dei consiglieri Basta e Geraci, assenti per motivi di lavoro: “La situazione provinciale è tragica, se è vero come è vero che si riducono le giornate scolastiche per risparmiare 20.000 euro di bollette di riscaldamento nel corso di un anno scolastico, per poi andare a spendere 133.000 euro di trasporti non pagati dalla Provincia. Il bilancio provinciale non quadrerà, perchè mancano 5 milioni di euro per poterlo chiudere. L'unico modo che si ha per pareggiare il bilancio è di non prevedere la salatura delle strade e lo sgombero della neve. Peccato che si tratta di una delle mansioni fondamentali affidati dalla riforma del Rio alla Provincia. Se aggiungiamo una vicinanza territoriale alla Lombardia, una piena condivisione culturale, il nostro dialetto è del tutto simile nella sua fonetica alla lingua lombarda, ma anche e soprattutto per i migliori funzionamenti che noi ravvisiamo in Lombardia, e per le maggiori attenzioni che loro danno non solo alla sanità e ad altri argomenti, ma anche per l'attenzione data alle autonomie, come è stato per la provincia di Sondrio, il pieno riconoscimento dei canoni idrici, che a noi non vengono riconosciuti, e che non sarebbero la soluzione ma potrebbero consentire un maggior respiro ad una provincia in difficoltà, che si trova tra le 35 provincie in Italia a rischio di commissariamento, per mancanza di possibilità di approvazione del bilancio di previsione. Quando è nata questa proposta l'abbiamo ritenuta soddisfacente ed ha consensi positivi, diffusi particolare interesse per il nostro territorio. Vogliamo arrivare ad un referendum provinciale, porteremo all'attenzione del presidente Costa quello che sarà raccolto e speriamo che il referendum venga fatto per dare la parola ai cittadini. Roberto Rosso, presidente del Comitato per l'autonomia del Piemonte:“Riteniamo che debba esserci una regione Piemonte capace di interloquire con lo stato nazionale per avere poteri ulteriori, è insensato che il Piemonte dia 9 miliardi di euro allo stato che poi non ritornino sul territorio. E se siamo autonomisti per il Piemonte dobbiamo esserlo anche per quelle terre come il Vco, Novara, parte dell'Alessandrino e la Valsesia che erano originariamente lombarde, che hanno collegamenti con Milano prima ancora che con Torino. Dobbiamo chiedere che queste terre decidano loro stesse se stare con il Piemonte o con la Lombardia, ed il processo è semplice, la riforma costituzionale lo ha reso possibile, basta chiedere l'indizione del referendum alla provincia, quindi sta ai cittadini di questa terra decidere con chi stare”.