BEURA- 30-09-2017- Grazie a Geremia Mancini, presidente onorario dell'associazione “Ambasciatori della fame”, si è conosciuta la storia di Giovanni Deffeminis, oriundo ossolano che divenne un importante pedagogista in Uruguay: "Nacque, il 30 novembre del 1853, a Cardezza ( Beura-Cardezza) nel circondario di Domodossola. Nel 1870 decise, seguendo il suo più caro amico, di emigrare verso l’Uruguay. Giunto a Montevideo decise, alternando il tutto con il lavoro, di continuare gli studi intrapresi in Italia. Ed ottenne così il titolo di insegnante. Ebbe modo di incontrare José Pedro Varela , “padre” della riforma scolastica uruguayana fatta di istruzione libera, obbligatoria e laica, e ne divenne fidato collaboratore. Di quella “rivoluzionaria riforma” Deffeminis fu, in parte, ispiratore e certamente parte attiva della sua applicazione. Infatti Deffeminis fu prima insegnante e poi Direttore di varie scuole pubbliche di secondo grado. In questa veste ottenne importanti attestati di merito da parte delle istituzioni. A distanza di anni era ricordato con riconoscenza ed affetto dai suoi alunni. Si dedicò con passione al giornalismo e in questa veste assunse la direzione de la “Catedra Escolar” che aveva scopi pedagogici. Fu anche direttore dell’importante giornale “La Razon” di Montevideo dalle cui colonne sostenne con forza e determinazione la riforma scolastica di Varela. Pubblicò libri, quasi sempre con scopi pedagogici, che ancora sono nelle biblioteche uruguayane. Tra questi “Nozioni d’Igiene Sociale e Domestica”; “La Morale ed il Carattere della Scuola”; “Lezione Obiettive”; “Sistema Metrico Decimale”; “Esercizi e Problema di Numerazione e di Somma”; “Quaderni Grammaticali”. Scrisse “General Artigas”una biografia di questo eroe nazionale per i ragazzi. Poi scrisse “La Maestra – per la buena educacion de los ninos”. Tenne conferenze programmatiche su “Morale Universale” e “I doveri dell’Uomo” . Sposò l’uruguayana Laura Boschera da cui ebbe figli. Quando morì fu così ricordato:”Il professor Deffeminis ha legato il suo nome alla Scuola dell’Uruguay in una maniera indissolubile. Lottò come pochi, con piglio progressista, per la riforma Varela”. Nel 1938 scrisse “Universal abolicion de la pena de muerte” che venne tradotto in diverse lingue.




