S. DOMENICO-03-10-2017- Hanno suscitato un grande dibattito le ultime notizie sulla realizzazione del collegamento tra i due comprensori di San Domenico e Devero, abbiamo chiesto alla San Domenico Ski, nella persona di Andrea Malagoni, di parlarci del progetto: “Tengo subito a precisare che è un progetto che non mira a costruire una località sciistica, questo è un concetto superato, quello che stiamo cercando di portare avanti è un progetto di un comprensorio turistico che è una cosa completamente diversa, partendo da un concetto molto semplice, che è la presenza di un ambiente naturale unico quale l'Ossola offre, in particolare il Parco naturale.
Per sviluppare questo ambizioso progetto la prima cosa che è stata fatta è stata quella di contattare i diretti responsabili della salvaguardia del territorio, quindi il Parco, per stabilire con loro se ci fosse la volontà di fare un cammino insieme per creare un progetto unico, che sia in grado di combinare quello che è l'interesse di salvaguardia dell'ambiente, che è responsabilità del Parco, con quelli che sono gli interessi di sviluppo economico e territoriale che riguardano i comuni e gli abitanti della zona, ma anche le province che sono vicine, confinanti con questa zona, ed infine combinare come terzo aspetto anche gli interessi imprenditoriali del privato che sicuramente può portare tutta una serie di benefici se ben inserito in questo contesto.
Quindi l'unicità di questo progetto non è solo sulle opere, ma l'unicità dell'approccio con cui si è partiti tutti insieme a lavorare su questa idea di creare qualcosa che fosse in grado di raggiungere contemporaneamente questi tre obiettivi che sono appunto la salvaguardia del territorio, lo sviluppo economico e l'attività imprenditoriale. Siamo molto orgogliosi perché forse per la prima volta nella storia ossolana, spero di non essere smentito, si è avuta una condivisione totale da parte sia delle amministrazioni ma anche di quelle che sono le opposizioni dei cittadini dei vari comuni confinanti, ed anche una volontà da parte del Parco di seguire questo cammino, perché effettivamente si è realizzato che la bontà di questo approccio può davvero portare a qualcosa di unico.
In Ossola possiamo vantare oltre ad un ambiente unico, anche il fatto che, tra virgolette, l'Ossola sia rimasta un po' “arretrata”, questo da un lato però è anche un vantaggio, perché si può impostare un progetto di questo tipo ragionando quasi a prato verde, evitando gli errori che sono stati fatti nel passato. Mi fa piacere leggere anche l'entusiasmo che gli Ossolani dimostrano, fa davvero piacere capire come le persone abbiano voglia di queste cose, come siano stati superati quei concetti medievale di conservazione dell'ambiente, quasi in modalità talebana; anche perché nessuno vuole distruggere l'ambiente, perché, ripeto, quello è il motore di tutto il progetto.
Quello che si vuole fare è creare un comprensorio turistico che dia modo ai turisti di accedere in modo organizzato, regolarizzato, con tutti i servizi che servono, senza eccessi. Il vero valore sarà scommettere sull'estate, e lo stiamo già vedendo su quello che stiamo facendo a San Domenico; l'estate è il potenziale della montagna del futuro. Nessuno si immagina di fare progetti del genere unicamente per la stagione invernale, sarebbe una pazzia, quindi fa piacere vedere come gli ossolani abbiano reagito positivamente alle prime voci che sono filtrate e questo fa ben sperare, perché vuol dire che c'è volontà di cambiamento, di fare le cose fatte bene, e siamo appunto qui per farle. Avendo il coinvolgimento di tutti gli enti. Devo dire che anche con la Regione abbiamo trovato persone preparate e formate, che stanno dando un ottimo supporto.
Noi come privato abbiamo messo a disposizione, viste le ristrettezze economiche delle amministrazioni pubbliche, della provincia stessa, uno studio di professionisti, si parla di più di 20 persone, che sono attive al momento per valutare ogni singolo aspetto, in modo tale da sviscerare tutti i macro problemi, per arrivare tutti insieme con tutti gli enti coinvolti, ad un progetto di fattibilità da cui da partiranno i vari iter autorizzativi che sono richiesti. Quindi è stato fatto tantissimo lavoro, sono stati già investiti da parte nostra, solo su questo studio di fattibilità, svariate centinaia di migliaia di euro. Però ovviamente la delicatezza dei luoghi e l'obiettivo così complesso ed ambizioso, di andare a combinare aspetti diversi, perché è il modello vincente per tutti, impone un carico di lavoro aggiuntivo che ci stiamo sobbarcando, quindi abbiamo fatto decine di riunioni, di tavoli tecnici sia dal punto di vista scientifico che dal punto di vista politico - amministrativo, tutto quello che serve, sempre con tutti i vari attori presenti e coinvolti in totale trasparenza, anche in tutta una serie di sopralluoghi per valutare insieme soluzioni alternative e quant'altro fare, quindi siamo a buon punto.
Ma questo non vuol dire che domani si possa partire, assolutamente, siamo ben lungi. E come privato che è interessato a questo progetto non c'è la minima volontà di andare a scontrarsi con la realtà territoriale: Questo progetto cammina e potrà camminare solo se ci sarà una volontà comune da parte di tutti gli attori coinvolti, un interesse proprio della popolazione stessa di fare qualcosa, perché si parla anche di posti di lavoro, più di 400 posti di lavoro diretti, oltre 1200 di indotto, quindi il nostro supporto come ente privato c'è ma ad una sola condizione, quella di non dover fare un bagno di sangue o lotte interne, perché questo progetto può camminare solo se c'è la volontà di tutti, se tutti lo vogliono fare, comprese la parte di salvaguardia ambientale, la parte politica e la parte amministrativa, altrimenti non ha senso, e noi siamo pronti a fare un passo indietro. Ci dispiace, per noi era un'idea valida, ma nessuno vuole andare a scontrarsi.
Questo è quello che al momento si può dire di questo progetto.”


