TRONTANO- 5-11-2017- Sono passati oltre cento anni
dalla prima guerra mondiale, e cento anni dalla battaglia di Caporetto. Stampa e televisioie stanno dando ampio spazio a celebrazioni, ricostruzioni. La mia attenzione ieri 4 novembre giornata delle Forze armate e dell'Unità nazionale si è soffermata su un oggetto appartenuto a mio nonno che ha combattuto al fronte. Si tratta di bracciale come si usa dire di Trench art (o arte di trincea) uno stile in voga tra i soldati che nelle varie guerre “ammazzavano il tempo” realizzando oggetti con gli avanzi di artiglieria. Spesso con data e luogo. Sul bracciale, che ho da poco ritrovato in una vecchia scatola, è inciso il nome di mio nonno Borri Vincenzo e ricordo delle Topette. Il bracciale voleva quindi ricordare il Passo delle Topette teatro di battaglia nella prima guerra mondiale. Non ho conosciuto mio nonno che è sopravvissuto alla Grande guerra, morì l'anno prima che io nascessi. I miei genitori e mia nonna mi dissero che non amava ricordare quegli anni quindi le storie di amicizia, di morte, di sofferenza e di straordinario coraggio le posso solo immaginare guardando i cimeli, le medaglie le foto e un curioso trafiletto di un giornale locale che nel 1915 si occupò di mio nonno. L'articolo fu pubblicato da “ Il Popolo dell'Ossola” il 20 agosto 1915 e ne sono venuta a conoscenza qualche anno fa grazie all'opera di raccolta di articoli di vecchi giornali curata da Umberto De Petri. Eccolo : “Un morto che è vivo- I giornali avevano dato in seguito ad un comunicato ufficiale, la notizia della morte di Borri Vincenzo. Ora invece possiamo e dobbiamo smentire questa notizia poiché il Borri vive, per sua fortuna, mangia, beve e veste panni. Lo scambio si deve attribuire allo scambio della giubba da lui fatto con un suo compagno, il quale poi rimase morto. L'aver trovato il numero di matricola e il nome del Borri su di un morto ha prodotto lo sbaglio. Meglio così”. Comunque sia che si tratti di una foto di un cimelio o anche solo di un racconto ascoltato tutto è utile per non dimenticare i nostri nonni o bisnonni che hanno combattuto nella speranza di poter garantire a noi tutti un futuro migliore.
Mary Borri


