DOMODOSSOLA- 25-11-2017-Tentava di estorcere del denaro ad un piccolo imprenditore edile per un lavoro che gli avrebbe procurato, ma è stato preso dalla polizia al momento di incassare la somma: "L’uomo- spiegano dalla Questura- era stato puntualissimo all’appuntamento. Aveva posteggiato l’autovettura nello spiazzo della Chiesa di Madonna della Neve, senza neppure spegnere il motore, e, a passi veloci, si era diretto verso il furgoncino della vittima per esigere quanto, a suo dire, gli era dovuto. Facile, rapido, indolore. Non immaginava A.A., 41enne cittadino italiano residente a Domodossola, che quell’incontro era una trappola, che personale della Polizia di Stato stava seguendo la scena pronto ad intervenire. Così quando poco dopo si perfezionava la consegna del denaro, che passava di mano in un’anonima busta bianca (500 euro in sei banconote preventivamente fotocopiate per un successivo riscontro), per l’uomo scattavano le manette.
Tutto era iniziato nel mese di giugno di quest’anno quando un piccolo imprenditore del settore edile riceveva una commessa per effettuare alcuni lavori nella villetta di un privato. A settembre i lavori erano terminati ma era cominciato il calvario dell’artigiano dato che A.A., pretendendo di avere svolto un ruolo decisivo nel fargli avere l’incarico, aveva cominciato ad esigere il pagamento di una somma di denaro quale corrispettivo del suo interessamento. Dapprima dovevano essere 300 euro, poi la richiesta era salita fino a 1.000, salvo raggiungere, infine, i 1.500 euro.
E non si trattava di semplici “solleciti”, ma di vere e proprie minacce esercitate con messaggi, testuali ed audio, sulla nota piattaforma di messaggistica istantanea “WhatsApp”. In alcuni, la vittima era minacciata nella persona (“se ti vedo in giro ti faccio male…”) in altri, oggetto della ritorsione del “mediatore” erano i beni dell’imprenditore (“domani ti metto a fuoco la macchina...”).
Dopo la denuncia, sporta presso il Commissariato di Domodossola, l’appostamento e la trappola.
A.A., con precedenti di Polizia per i reati di lesioni personali e danneggiamento, veniva arrestato e deferito all’A.G. per il reato di estorsione. L’uomo adesso è ristretto presso la Casa Circondariale di Verbania in attesa di giudizio".


