DOMODOSSOLA- 23-03-2018- In questi giorni
le cronache economiche hanno segnalato una notizia di una certa importanza per l'Ossola, che vede accentuato il suo ruolo di punto d'interconnessione dei traffici verso la Svizzera ed il centro Europa. Riguarda il metanodotto che dall'Olanda, attraverso la val Formazza, porta il gas verso la pianura Padana, in particolare nel Pavese con una centrale di pompaggio a Masera. Un'opera inaugurata nel 1974 che era stata realizzata dalla Snam anche con il contributo ed il consenso delle associazioni ambientaliste, che avevano ottenuto la garanzia che al termine degli scavi non si sarebbero avuti impatti negativi su una valle di grande interesse paesaggistico. La novità di questi ultimi mesi è che il metanodotto non trasporta più gas solo nella direzione nord-sud, ma anche dall'Italia verso la Svizzera : Tecnicamente si chiama Reverse Flow, ovverosia la capacità di trasporto con flussi bidirezionali. Secondo quanto ha rivelato Il Sole 24 Ore nelle scorse settimane sono state effettuate le prime esportazioni di gas, dirette al mercato Svizzero per il consumo locale, sempre attraverso il punto di connessione del passo del Gries con volumi arrivati fino a 3 milioni di metri cubi al giorno. Questo primo passo apre interessanti e grandi prospettive per il futuro. Sempre secondo il maggiore quotidiano economico Italiano, nello scorso Febbraio sarebbero stati effettuati esperimenti per il passaggio virtuale dei primi volumi commerciali di gas verso la Germania. Per la reversibilità dei flussi di gas da passo Gries, il ceo della Snam Marco Alverà ha annunciato da Londra che la società ha stanziato complessivamente 4,6 miliardi di €. E' prevista la costruzione di decine di chilometri di nuovi "tubi" oltre al completamento di nuove centrali di compressione entro Ottobre del 2018. Grazie agli interventi messi in campo finora, il punto di passo Gries può già trasportare 5 milioni di metri cubi di gas al giorno ma Snam conta di aumentare questo potenziale fino a 40 milioni di metri cubi al giorno, circa 13 miliardi su base annua considerando però anche il punto di raccordo con l'Austria di Tarvisio. Ma passo Gries resta centrale in tutta l'operazione: già entro la fine di quest'anno potrebbero crescere significativamente i volumi di gas che potranno raggiungere fisicamente i mercati della Germania e di tutto il nord Europa.
Alessandro Velli
Foto dall'archivio storico di Luigi Framarini


