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mente corpo bologna 18 domosofia

DOMODOSSOLA-23-09-2018- Musica, ispirazione, creatività. Se ne è discusso nella serata di Sabato 22 nella cappella Mellerio in un'interessante conferenza, facente parte del ciclo di incontri di "Domosofia" col grande compositore e musicista Fabio  Vacchi ed il giovane neuroricercatore Veronese Paolo Fabene. Il maestro Vacchi, Bolognese di nascita, residente a Milano da molti anni ma, come lui stesso si definisce " Ossolano di adozione" si è affermato negli anni novanta come uno fra i più raffinati compositori nel panorama Italiano ed Europeo, capace di creare musiche dei più svariati generi che attirarono ben presto l'attenzione del più filosofico tra i cineasti Italiani, Ermanno Olmi (recentemente scomparso) di cui Fabio Vacchi ha firmato le colonne sonore dei suoi ultimi film, a partire da "il mestiere delle armi" del 2001 fino a "centochiodi", ultimo film di Olmi uscito nel 2007. Con la composizione della musica di il mestiere delle armi, il maestro Vacchi ha vinto nello stesso anno il David di Donatello, massimo riconoscimento del cinema Italiano.Fabio Vacchi ha raccontato al pubblico " come quando iniziai a scrivere musica, avevo due obiettivi principali : rendere la mia idea della musica e la mia idea del mondo. Ultimamente c'è qualcos'altro rispetto a questi due principi basilari, ovverosia il comunicare la gioia personale di scrivere musica, ma nello stesso tempo anche una certa angoscia nel comporla. Nell'avanguardia musicale del novecento vi era una sorta di perfezione musicale, che portava alla ricerca di una sorta di razionalità. Tutto ciò, negli anni della mia formazione musicale mi ha un pò disorientato... io invece ho sempre cercato di creare un linguaggio corporeo nella mia musica, con un aspetto umano e senza tempo. Per alcuni anni i miei lavori sono stati giudicati anche severamente dai critici, come se ci trovassero troppa sensibilità, troppe emozioni interiori ma da un paio di decenni abbondanti mi sono venute in aiuto le neuroscienze che con le loro ultime scoperte hanno un po' ribaltato l'assioma di Cartesio che vedeva un netto dualismo fra mente e corpo. Difatti non esiste nessun processo cognitivo in cui non interagiscano assieme mente e corpo umano. Secondo me- ha proseguito il compositore- per fare vera avanguardia bisogna uscire dagli schemi, rompendo a volte anche qualche regola. Questo interesse in me è molto vivo, anche se raccomando sempre a tutti di non esagerare per non fare delle cretinate. Se mi chiedete quale è il momento più opportuno per far nascere una buona musica, vi rispondo che nel mio caso è il dormiveglia mattutino, quando si può sognare ma senza perdere del tutto la coscienza. Ovviamente il lavoro del compositore musicale, come tutti i lavori creativi e artistici va svolto nei momenti di maggiore concentrazione psico-fisica; diciamo pure che la mia casa a Prata, nella meravigliosa collina dominante la piana di Domodossola e situata in una frazione tranquillissima è da qualche anno un valido aiuto". Nelle riflessioni di Vacchi sulla fase del dormiveglia gli ha fatto eco il dott. Fabene, che ha spiegato come "nelle fasi rem del sonno il lobo centrale del cervello umano, anche se apparentemente sembrerebbe inattivo in realtà non lo è. Solo quando cadiamo nel sonno pieno il cervello produce i sogni veri e propri, facendo subentrare l'irrazionalità ma ricordatevi che il cervello non va mai del tutto in letargo. Spesso magari facciamo sogni strani, ma quando l'essere umano dorme di solito sogna di fare cose che non si permetterebbe mai di fare nella vita reale. E'  un normalissimo sfogo della mente umana".

Alessandro Velli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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