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sindacati unitari

DOMODOSSOLA - 10-10-2019 - In occasione del referendum consultivo del 21 ottobre sul passaggio della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola alla Regione Lombardia, I sindacati Cgil, Cisl, Uil invitano i cittadini a votare: "L'espressione del voto - dicono - nasce e trova fondamento nei valori della resistenza che hanno ridato al Paese la libertà". Il sindacato unitario invita tuttavia i cittadini "a riflettere sui rischi di un possibile passaggio alla Lombardia e sulle opportunità di restare in Piemonte". Rischi che coinvolgerebbero i principali settori della vita economica e sociale, come elencato in basso:

TURISMO
Nel merito di quelli che sono gli ambiti di nostra competenza vediamo il rischio che le sinergie virtuose del comparto turistico che legano il Verbano Cusio Ossola alle altre province piemontesi verrebbero meno impoverendo fortemente questo territorio.
Si pensi allo stretto legame con la provincia di Novara con la quale si condividono le sponde dei due laghi Maggiore ed Orta che accolgono oltre due milioni e mezzo di visitatori l’anno.
Al legame con le province di Vercelli e Biella con le quali si condivide un turismo outdoor alla riscoperta degli ambienti alpini o dei percorsi della tradizione religiosa e culturale dei Sacri Monti.
SETTORE LAPIDEO
Nelle valli ossolane è rilevante l'attività estrattiva e di lavorazione del materiale lapideo, un settore duramente colpito dalla crisi che riceverebbe un ulteriore penalizzazione dall'applicazione di una normativa regionale che comporterebbe un aggravio di costi. Il costo per l’escavazione della pietra ornamentale è in Piemonte di 0,80 € al metro cubo mentre in Lombardia questo costo è di 5,80 € al metro cubo.
SITUAZIONI DI CRISI
Ancora oggi si stanno gestendo code della crisi che ha toccato il territorio con accordi sottoscritti con la Regione Piemonte ed il cui iter non si è ancora concluso. Il passaggio alla Lombardia preoccupa poiché non si conoscono le prospettive che gli stessi potrebbero avere aprendo quindi situazioni di indeterminatezza a danno di lavoratori già penalizzati dalla crisi.
In particolare va prestata attenzione ai piani di bonifica aperti nel territorio, già avviati od in via di attuazione, dove la Regione Piemonte ha giocato un ruolo fondamentale e dove con il passaggio si aprirebbero scenari imprevedibili.
SANITA’ ED ASSISTENZA
La sanità, altro comparto strategico, troverebbe una condizione meno vantaggiosa con il passaggio alla Lombardia, convinzione supportata anche dalla recente pubblicazione dei dati 2016 del monitoraggio griglia LEA del Ministero della Sanità, che collocano al 3° posto, dopo le Regione Veneto e Toscana, la sanità piemontese per efficienza e qualità.
La costruzione del nuovo ospedale verrebbe meno con il rischio possibile che il fulcro del sistema sanitario sarebbe baricentrato sulla città di Varese relegando il nostro territorio ad essere periferia della periferia.
Cosa accadrebbe poi al CENTRO ORTOPEDICO di QUADRANTE (COQ), ospedale di eccellenza in ambito ortopedico, che vede impiegata una forza lavoro di 200 persone e oltre 100 posti letto di degenza? La Regione Piemonte sta definendo la stabilizzazione della struttura e del personale dopo un lungo periodo di sperimentazione gestionale in compartecipazione pubblico privato.
Rilevante è comprendere quale potrebbe essere lo sviluppo della nuova sanità territoriale che vede il fulcro nelle “Case della Salute”, una sanità più vicina e rispondente ai cittadini

e che in una zona ad alta dispersione territoriale è l’unica risposta possibile alle domande di cura e di prevenzione che limita gli accessi impropri alle strutture ospedaliere. Che ne sarà di questo modello che con forza abbiamo condiviso come OO.SS.?
Legato al tema sanitario c’è quello dell’assistenza alle persone non autosufficienti che in un territorio con un indice di vecchiaia superiore di 20 punti alla media regionale (dati Osservatorio Demografico Territoriale del Piemonte) è un elemento che necessita di essere affrontato con urgenza e con risposte integrate con il sistema sanitario territoriale.
Riteniamo poi che non corrisponda al vero, l'affermazione secondo cui i trasferimenti economici pro capite siano più alti in Lombardia rispetto al Piemonte, e questo anche al netto dei canoni idrici che riteniamo vadano comunque stornati per intero dalla Regione al territorio del VCO. la media nazionale di spesa pro capite, ad eccezione delle aree a statuto speciale si aggira intorno a 3.600 €, in Piemonte questa quota si attesta a 2.846 € mentre in Lombardia è 2.265 €
SPECIFICITA’ MONTANA
Rivendichiamo l'attuazione di quanto previsto dalla legislazione nazionale e regionale in merito alla specificità montana, riconoscimento ottenuto dal VCO ma ad oggi ancora non applicato.
AUTONOMIA AMMINISTRATIVA
Ulteriori problemi attengono al rischio di una possibile perdita dell’autonomia amministrativa relativa ai servizi territoriali dello Stato decentrati nel Verbano-Cusio-Ossola ed ottenuti con la costituzione della provincia, (Prefettura, Questura, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, Tribunale, Inps, Inail) tutti servizi fondamentali per i cittadini, per l’occupazione e l’economia del VCO.

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