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DOMODOSSOLA- 14-10-2017 Moltissima gente ieri all'oratorio domese per l'incontro di prevenzione all'alcool con testimonianze forti di persone che hanno vissuto la dipendenza dell'alcool e sono riuscite ad uscirne. Si è discusso anche del fenomeno sotto l'aspetto sociale, grazie all'intervento della dottoressa Chiara Crosa Lenz responsabile del Serd che si occupa di prevenzione e cura, riabilitazione delle dipendenze. “L’alcool come la droga – ha spiegato Crosa Lenz - ha un effetto che riduce la vigilanza, crea euforia, facilita l’assunzione di comportamenti imprudenti, esagera la fiducia nelle proprie abilità e falsa la percezione. Pur diminuendo il consumo di alcool nella nostra popolazione, nei giovani l'uso non quotidiano ma settimanale e mensile dell'alcool assume le caratteristiche dell'uso insensato tanto alcool, in poche ore e quindi lo sballo, l'alcool usato come droga. Questa modalità di consumo è legata alle mode, all'influenza dei social, alle disponibilità di bevande alcoliche. Il problema è legato a tanti fattori è tutta la comunità che deve accordarsi se vuole fare azioni di contenimento e di prevenzione ”. La serata organizzata dalla parrocchia e dall'associazione “Tra il dire e il fare” ha visto l'intervento del brigadiere Giuseppe Errica che ha parlato dei rischi dell'assunzione di alcool per chi guida e delle sanzione previste. “ L’assunzione di sostanze stupefacenti e alcool provoca una modificazione delle funzioni del sistema nervoso centrale – ha detto Errica - ed un’alterazione dello stato di coscienza. Guidare sotto l’effetto di queste sostanze significa mettere a repentaglio la propria vita e quella degli altri, oltre che rischiare di incorrere nell’arresto o in sanzioni amministrative (di natura pecuniaria e di sospensione della patente).A parità di concentrazione di alcool nel sangue – ha spiegato Giuseppe Errica - il rischio aumenta molto rapidamente quanto minore è l’età del conducente e quanto è più rara la frequenza con cui si consumano usualmente bevande alcoliche”. Alla serata hanno preso parte anche giovani volontari della Croce Rossa. Al termine i giovani hanno fatto provare ad indossare gli occhiali “Alcol vista” per rendersi subito conto di quanto sia alterata la percezione sotto l'effetto dell'alcol. Particolarmente toccante la testimonianza di due persone che sono riuscite ad uscire dalla dipendenza di alcool e droga. “La mia ha detto Martina una giovane Milanese entrata da due anni nella Comunità di suor Elvira- è una testimonianza di risurrezione, Dio attraverso la Comunità mi ha permesso di riviere ero persa nel male, nella droga e nell'alcol. Grazie alla comunità sto riscoprendo chi sono e cosa voglio fare per me e anche per gli altri”. All'incontro tra il pubblico tanti insegnanti e il presidente del consiglio del comune di Domodossola Carlo Valentini. “La serata riuscita – ha detto il parroco – ci dice che se lavoriamo insieme possiamo fare qualcosa di utile per la nostra città questo è un problema che deve essere affrontato insieme dalla parrocchia, dalle associazioni dalle istituzioni per dare una prospettiva ai giovani”.

Mary Borri