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gallo bernardino coop nero

DOMODOSSOLA- 17-10-2017- Il Gruppo Sos Ossola aderisce alla raccolta di firme per il passaggio del Vco alla Lombardia, come si spiega in un comunicato firmato dal presidente Bernardino Gallo:  "Alla raccolta firma in tutti i comuni, ma anche con banchetti per referendum per far passare in Lombardia il nostro territorio, io ci andrò seppure nel rispetto delle opinioni se genuine altrui- spiega Gallo- ed esprimo anche le mie idee su tale tema. A differenza di tutte le altre opzioni che ogni tanto sono avanzate, e che riprenderò più avanti e che avrebbero bisogno di una modifica alla carta costituzionale, è possibile realizzarla con Legge ordinaria. Potrebbe perseguito anche solo con un atto del consiglio provinciale, ma condivido la scelta democratica di raccogliere le firme per mobilitare il Popolo senza una connotazione partitica che sarebbe deleteria. Il coinvolgimento della gente e le loro firme aiuterebbero a bloccare il declino del nostro territorio e attirare l'attenzione alle esigenze trascurate e spesso tradite delle popolazioni del Vco.  Un percorso di riscatto che noi avevamo tracciato e in parte anticipato lo scorso anno con la nascita di Una (Una Nuova Autonomia) e che, soprattutto con il gruppo Sos su Facebook, metteremo  a disposizione con i suoi aderenti che sono ben oltre le 12.000 unità. Altra questione molto importante è che sulla proposta di passaggio del Vco alla Lombardia, il governatore della regione Bobo Maroni, è favorevole e ha espresso un grande interesse in questo mese di ottobre 2017. Avallo tale iniziativa e ho partecipato alla presentazione all'Hotel Corona di Domodossola e ribadito ai promotori che il Coordinamento dovrebbe essere rappresentativo della gente ed essere super partes senza una connotazione dei partiti. Come fiumi carsici da molti anni emergono Vco, ma soprattutto in Ossola e dintorni, quelle che molti pensano siano perseguibili e alcuni che siano utopie, anche se tutte hanno alla base un'insofferenza molto diffusa nei confronti del Piemonte. Alternativamente o contemporaneamente si è fatto adombrare o sognare nel tempo: l'Ossola autonoma con l'Uopa, la zona franca, il passaggio alla Svizzera, in tempi più attuali la provincia autonoma ma vera e non "farlocca"come quella realizzata. Il passaggio alla Lombardia ha maggiore concretezza sottolineando che le nostre esperienze e frequentazioni storiche, culturali, sanitarie e di trasporti come la linea ferroviaria del Sempione e altre ancora, sono con la Lombardia e non col Piemonte i cui capoluoghi sono Milano, molto ben servito con i trasporti, distante 125 km da Domodossola mentre Torino 180, servito malissimo. Salvo rarissime eccezioni il Vco è stato, da qualche tempo, solo oggetto di veri e propri furti come l'energia idroelettrica, con pesanti gravami sul territorio tra dighe e tralicci e la negazione di un ristorno adeguato sui "canoni idrici" come la Lombardia fa con provincia di Sondrio. Il Vco è stato sempre dimenticato dal Piemonte salvo due presidenti. Uno fu Aldo Viglione, nel periodo dell'alluvione in Ossola del 1978 il quale, oltre a una presenza continua sul nostro territorio, finanziò notevoli opere realizzate a regola d'arte da parte di progettisti e imprese locali serie, opere che ancora oggi rappresentano una garanzia contro i danni di alluvioni di una certa entità; il secondo è stato Vittorio Beltrami, omegnese, che operò notevoli decentramenti di servizi nel territorio, compresa quella che è poi diventò Arpacon una struttura nel Cusio che l'attuale vice presidente regionale Reschigna ha consentito di smantellare nel colpevole silenzio generale tranne che del gruppo Sos.

Con una ricarica popolare si potrebbero affrontare una serie di temi che sono stati trascurati: linea ferroviaria del Sempione, frontalieri in modo più incisivo se con la Lombardia, una provincia autonoma e federale perché assolutamente tripolare e con le risorse dei canoni idrici, bloccare lo spreco e l'inefficienza del famigerato e costoso ospedale unico potenziando quelli esistenti. In sostanza combatteremo con più forza il centralismo di Torino per garantire alle periferie, particolarmente la montagna, servizi adeguati per evitarne lo spopolamento che procede inarrestabile.Termino con un semplice invito a riflettere e decidere di conseguenza. Il mio auspicio è che firmeremo in tanti".