PREMOSELLO- 22-07-2018- Non è stata una semplice presentazione di un libro, scritto da Lino Cerutti ed Enrico Rizzi ed edito lo scorso anno nel centenario della nascita dell’avv. Pietro Chiovenda, la serata svoltasi venerdì 20 luglio presso la sala consiliare del Comune di Premosello Chiovenda, ma piuttosto un momento in cui è stata fatta rivivere, nelle sue tante sfaccettature, la figura di questo premosellese che, pur avendo tante opportunità di carriera e di successo, preferì svolgere una ordinaria attività forense senza sfruttare le numerose conoscenze ed i meriti acquisiti come antifascista e durante la Resistenza.
Davanti ad un pubblico non solo di premosellesi, ma composto pure da legali, studiosi e persone di cultura di tutto il territorio che hanno voluto cogliere l’occasione per ricordare Pietro Chiovenda, in apertura la consigliera delegata Rossella Nini ha portato il saluto dell’amministrazione e del Sindaco Monti, assente per motivi di famiglia, plaudendo all’iniziativa che voleva ricordare questo illustre concittadino.
Ad introdurre la serata è stata la avv. Liana Guarducci, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Verbania, che ha sottolineato il significato del convegno, a cui ha fatto seguito il Dott. Gianpaolo Fabbri, Presidente del Lions Club di Domodossola che ha ricordato Chiovenda anche come appartenente al sodalizio, oltre che per alcuni aspetti collegati alla sua personale conoscenza.
L’intervento dell’avv. Bruno Stefanetti ha invece presentato Pietro Chiovenda come legale e nelle aule dei tribunali, che anche nei suoi interventi processuali si contraddistingueva non solo le argomentazioni giuridiche ma pure per gli elementi di originalità e talvolta di umorismo, oggi scomparsi nella discussione delle controversie odierne.
Il prof. Silvano Ragozza, studioso di genealogie e di onomastica, ha invece illustrato le origini del cognome Chiovenda e la storia della famiglia, di origine anzaschina, che acquistò la “vicinanza” premosellese e che poi a seguito dell’emigrazione proseguì nel ramo romano, ancor oggi esistente.
L’ossolanità di Pietro Chiovenda, anche con riferimento ad un articolo che pubblicò sul numero unico “Ossola Insorta” nel 1945 parlando dell’esperienza della “Repubblica” del settembre-ottobre dell’anno precedente, è stata rappresentata da Pier Antonio Ragozza, unendovi pure alcuni ricordi personali e di vita di paese.
Significativi gli interventi dei due autori del libro, Lino Cerutti Enrico Rizzi, che hanno ricordato la straordinaria figura di Pietro Chiovenda, intellettuale, avvocato, poeta, studioso locale, pubblico amministratore, ma anche presentato i contenuti del volume che raccoglie alcune delle sue prodigiose poesie di fanciullo e adolescente nell’Ossola tra le due guerre, le poche pagine recuperate del suo diario di anti-fascista e di resistente, ma anche le testimonianze del suo impegno come fuoriuscito in Svizzera e nei corsi universitari per gli internati militari italiani, svolti nel ‘44 -’45, quando il giovanissimo avvocato ossolano, con alle spalle – appena ventisettenne – già cinque lauree, fu assistente all’Università di Ginevra di Luigi Einaudi, futuro Presidente della Repubblica.


