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corta tanza dj

DOMODOSSOLA- 09-09-2015- Non sono gli autobus per la discoteca,

ma sono solo quelli per riportare a casa i giovani, e non arrivano o partono dalla discoteca. I bus notturni proposti da Tiziano Tanzarella, proprietario delal discoteca del Trocadero servono a tutti coloro che in una notte, qualunque locale o festa o sagra abbiano frequentato, decidano di avere bevuto troppo, e vogliano andare a casa in sicurezza, oppure a giovani che vogliano uscire senza avere l'angoscia di non poter bere neanche una birra per non rischiare la patente, e servono alle mamme ed ai papà che sanno che è meno probabile che il figlio si vada a schiantare magari investito da un'auto guidata da un ubriaco. Difende a spada tratta la sua iniziativa Tanzarella. Spiegando che non lo per se, per aumentare il suo lavoro, ma “da padre”: “Chi, purtroppo, non ha perso una persona cara in un incidente?- si domanda Tanza- I bus notturni servono per fare qualcosa di concreto per cercare di limitare ai nostri giovani la possibilità di farsi o di fare male. Servono per dare un'alternativa sicura all'uso della propria auto. Non servono assolutamente ad incitare i giovani ad ubriacarsi, anche perché chi sarà pieno sul pullman non verrà fatto salire dai volontari-accompagnatori, che lo inviteranno a farsi un bel sonno ristoratore. Le varie esperienze fatte sul campo da me in questi anni mi hanno portato a queste conclusioni: i bus li prendono i ragazzi che vogliono viaggiare in sicurezza, che preferiscono non mettersi alla guida se sono stanchi e devono farsi 30 km per tornare a casa, i bus li prendono i figli di quei genitori che vogliono concedere loro una serata di allegria con gli amici, che vogliono dormire tranquilli e non vogliono alzarsi nel cuore della notte per andare a recuperarli. I bus li prendono quelli che hanno il terrore di aver superato il limite consentito dalla legge (che è pari a Zero per i neo patentati), e non vogliono correre il rischio di beccarsi 1500 euro di multa, la sospensione della patente per tre mesi, e la certezza quasi di perdere il lavoro. Se poi malauguratamente uno ha un figlio deficiente, che viene beccato con più di 0.8, allora tra fermo della macchina, ritiro della patente ed avvocati, la famiglia dovrà sborsare 10.000 euro (ed i sindaci ne sanno qualcosa, visto quanti bussano alle loro porte per i lavori socialmente utili) Si potrebbe dire:" Basta non bere": mettiamo che uno ha un figlio totalmente astemio, che esce a divertirsi con gli amici bevendo acqua tutta la sera. Purtroppo può capitare che, tornando a casa, fa un frontale con il figlio deficiente di cui sopra. Non nascondiamoci dietro ad un filo d'erba: viviamo in una società dove la sera del raduno degli Alpini (e non me ne vogliano) la prima notizia del telegiornale e' la bella immagine di un signore in canottiera alla mattina col fiasco in mano, o dove il nonno al compleanno del nipotino di sei anni intinge il ditino nello spumante per farglielo assaggiare, o dove, magari, un comune patrocina la Festa della Birra, o dove una serata si chiama Tequila Party. E poi parliamo della stanchezza: una volta alle 2.00 eravamo tutti a casa. I negozi chiudevano alle 19.00, al ristorante si andava alle 20.00, ed alle 22.00 i locali notturni erano pieni. Oggi i centri commerciali chiudono alle 22.00, c'è l'aperitivo, a cena si va alle 22.30, poi c'è il disco pub ed alle 2.30 si va a ballare. Inoltre siamo in contatto con il Sert nella persona della dottoressa Crosa Lenz con la quale collaboriamo da anni con l'iniziativa "Sicura La Notte" e con l'associazione Alcolisti Anonimi (acat), che abbiamo già fatto intervenire all'interno del mio locale, nella persona del sig Silvano De Regibus, per creare un maneggevole pieghevole da consegnare a tutti i fruitori del servizio, e non solo, in cui si parli non solo di alcol, ma anche di droghe, velocità, stanchezza, e guida con telefonino in mano. Voglio tranquillizzare i benpensanti che credono che mi stia sbattendo così tanto per i bus per incrementare gli affari: nel progetto non ci sarà nessun pullman che porterà i ragazzi al Troca, ma solo i pullman che li riporteranno a casa. L' unico pullman che farà il viaggio anche di andata sarà da Domodossola per il Kelly di Omegna. Quindi mi sto sbattendo per portarmi via i clienti da solo. E di tutto ciò devo ringraziare la provincia nella persona di Stefano Costa e dei suoi stretti collaboratori e dei sindaci che sono venuti alle riunioni o che si sono informati, prima di rispondere, perché hanno capito subito l'importanza e l'utilità di questa iniziativa, mettendo a disposizione risorse, consigli, tempo e soldi. E parliamo di un migliaio di euro per ogni comune per creare un fondo di garanzia che integri il costo del biglietto per ogni tratta (5 euro) per fare un progetto di TRE MESI di bus notturni su e giù per la provincia. Ripeto: 1000 euro a comune. Io ne pago 11.000 di IMU, e sono orgoglioso che il mio comune abbia deciso di metterne una parte per questa iniziativa. Non è la Provincia che chiede soldi. Sono le famiglie, i ragazzi, i genitori. La Provincia fa da tramite, in modo egregio a mio parere. Forse qualche sindaco che ha deciso di non aderire perché "la provincia non taglia l'erba ai bordi delle strade"( perché non ha soldi), non sa che proprio dal suo comune a fine aprile, ben 40 ragazzi hanno preso il pullman che ho affittato per farli scendere a divertirsi. Mi dispiace profondamente di avere letto comunicati come questo, ma sono certo che se avessimo avuto la possibilità di confrontarci, la risposta sarebbe stata diversa. Peace”.

 

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