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corta ex sisma capannone

VILLADOSSOLA- 09-09-2015- Arriva il comunicato ufficiale del comune di Villadossola a chiarire i vari aspetti della demolizione dell'area ex Sisma, che prima di essere avviata vedrà una “giornata della memoria” con visita guidata dello stabilimento: “Venerdì 4 settembre scorso- spiegano dal Comune- si è tenuto presso il Municipio un incontro informale tra il liquidatore della ditta Sider Scal s.r.l. in liquidazione, rappresentante della proprietà, il direttore dei lavori nominato e la giunta Comunale per analizzare l’ipotesi di intervento sullo stabilimento di Villadossola. Si tratta, è bene ribadirlo, di un intervento che interessa nella sua totalità un’area privata. La stessa area è stata già oggetto di un piano di caratterizzazione che dovrà ancora essere approvato definitivamente da Arpa e dalla Provincia, e dal quale non stanno emergendo rischi per gli operatori, la popolazione e l’ambiente (inclusa la falda acquifera). Premesso che preliminarmente si è chiarito che i lavori di rimozione di tamponamenti in eternit in atto interessano il fabbricato denominato "ex bulloneria" (prospiciente a Via Valdrè) e la porzione ovest del capannone denominato "ex magazzino cilindri", per un totale di circa 1700 metri quadri di lastre in eternit e non rappresentano una fase preliminare del progetto di decostruzione dell’intera struttura. Il piano dei lavori di rimozione è stato preliminarmente presentato all'ASL competente che l'ha approvato in data 08/05/2015. L'Azienda incaricata è in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie e provvederà dunque alla rimozione, imballaggio e smaltimento del materiale in un lasso breve di tempo. Le informazioni dell’azienda ci spiegano che appena conclusa la procedura della caratterizzazione, ormai ai dettagli finali, dopo aver espletato le procedure burocratiche, nel giro di pochi mesi di inizierà il processo di decostruzione selettiva, ad opera di una ditta specializzata già individuata dalla proprietà, che durerà complessivamente circa 20 mesi. L’obiettivo è quello di riportare in modo livellato al piano campagna l’intera area dello stabilimento, lasciando in essere solo gli edifici degli uffici adiacente l’Ovesca e la portineria nella zona sud di via Ceretti. L’operazione prevede la vendita di macchinari dell’impianto del laminatoio e successivamente il recupero del materiale ferroso delle altre strutture; il materiale di recupero dei fabbricati, previa qualifica, servirà per il riempimento delle fosse esistenti. L’operazione complessivamente consentirà di autofinanziare lo smantellamento e generare delle economie per l’azienda. La posizione dell’amministrazione comunale è che è condivisibile l’obiettivo finale del progetto di decostruzione, con la creazione di un’area libera in grado di essere resa disponibile per nuovi insediamenti produttivi in campo artigianale o industriale. Ogni ipotesi di riutilizzo di quelle superfici non può prescindere dalla dismissione dei capannoni esistenti, divenuti ormai obsoleti e non adeguati all’insediamento di nuove possibili attività produttive. Considerata l’attuale destinazione urbanistica artigianale, produttiva, industriale dell’area ex Sisma, l’amministrazione ha ribadito il proprio impegno nel portare avanti la valorizzazione delle aree artigianali/industriali di Villadossola, anche attraverso il coinvolgimento di enti sovra- comunali di governo del territorio, quali Unione dei Comuni, Provincia e Regione; lo sviluppo di Villadossola, nella sua fase post-industriale, non può prescindere dalle politiche di sviluppo dell’intero territorio ossolano/provinciale, un territorio che sta ricercando le proprie vocazioni economiche, produttive e occupazionali in settori quali il turismo, l’agricoltura locale, l’artigianato e il reinsediamento di attività produttive e industrie leggere. La partecipazione dell’Unione Delle Valli dell’Ossola al programma sperimentale Aree Interne, il riconoscimento di “Provincia a specificità montana” da parte dei governi Nazionale e Regionale e l’inserimento della val d’Ossola nel PSR 2014-2020 come area oggetto di misure particolari di finanziamento su progetti di sviluppo agricolo/rurale sono alcuni esempi positivi di risultati concreti ottenuti da una politica amministrativa corale e condivisa, propedeutici ad una nuova fase di sviluppo territoriale.

E’ stata espressa da parte degli amministratori preoccupazione per la lunga fase di smantellamento delle strutture circa la possibile dispersione di polveri, l’inquinamento acustico e le vibrazioni prodotte durante la fase di abbattimento dei capannoni. Il liquidatore della società ed il direttore dei lavori hanno dato ampie rassicurazioni in merito: il progetto di abbattimento vedrà una così lunga fase di lavorazione perché si tratta di una “decostruzione selettiva” vera e propria e non di una semplice demolizione; non verranno semplicemente demoliti gli edifici, ma verranno smantellati gradualmente selezionando i vari materiali che li compongono, anche al fine di consentirne il massimo recupero e riciclo possibile. L’assenza di polveri, rumori e vibrazioni nella fase di decostruzione controllata, a basso impatto ambientale, sarà quindi garantita anche da questo tipo di processo.

E’ stato quindi chiesto di destinare una parte degli introiti ricavati dall’operazione per meglio mitigare l’impatto visivo dovuto alla demolizione, alla ricerca di una accettabile condizione visiva delle aree interessate, anche intervenendo sulla recinzione dell’area in oggetto e della prospiciente area ex 250, recintata oggi con una rete metallica, poco decorosa. La società è stata sensibilizzata a sforzarsi, anche economicamente, ad andare oltre gli obblighi normativi imposti dal regolamento edilizio e dalle normative di riferimento, per consentire, nella lunga fase di trasformazione urbanistica che ci attende, una migliore percezione complessiva del paesaggio. E’ stata chiesta la possibilità di attuare una giornata della memoria con visita guidata dello stabilimento, prima della decostruzione, per lasciare una traccia nella memoria dei più giovani di quello che ha rappresentato la “SISMA” nella storia della collettività del paese. L’azienda si è dichiarata disponibile a valutare l’ iniziativa, da sviluppare e strutturare nel dettaglio per renderla fruibile in condizioni di assoluta sicurezza dalla più ampia fascia di persone interessate”.

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