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prato michellaccio allagato

VCO - 23-02-2021 - Il coordinamento provinciale del VCO di Italia Viva interviene con un comunicato nella discussione apertasi sui rifiuti, dopo la dismissione del sito di Prato Michelaccio per lo stoccaggio della carta.
"La questione rifiuti nel nostro territorio, oltre ad essere divisiva (nonché trascurata sino a tempi più recenti...), ora rischia anche di avere ricadute sui nostri cittadini e le nostre aziende.
Ad oggi, infatti, risulta scaduto il termine per la proroga alla concessione dell’area di Prato Michelaccio per lo smaltimento dei rifiuti. Proroga che, secondo la maggioranza provinciale, non può più essere rinnovata da parte della Provincia, che ritiene di avere esaurito i propri margini di manovra. Il gruppo consiliare di minoranza, invece, non è d’accordo su ciò, ritenendo invece che possano essere percorribili due strade: l’emanazione di una nuova ordinanza da parte della Provincia, o un’ulteriore proroga da parte della Regione.
Ma il punto ora è un altro: se i rifiuti non verranno più smaltiti a Prato Michelaccio (né nell’area individuata, in alternativa, ad Ornavasso in quanto occorrerà ancora un anno e mezzo per avere i permessi di collaudo degli argini del Toce costruiti a difesa della zona affinchè il sito possa poi diventare operativo), si renderà necessario un trasporto degli stessi al di fuori del nostro territorio, e questo comporterà inevitabilmente dei costi aggiuntivi. Che ricadranno sul portafoglio dei cittadini: è stato calcolato che la TARI potrebbe aumentare del 30%, per alcune aziende questo aumento potrebbe significare ben 1000 euro in più.
Non vogliamo entrare nel merito della questione delle competenze degli organi istituzionali, tuttavia riteniamo opportuno sollecitare una decisione nel più breve tempo possibile, essendo, appunto, già scaduti i termini e non potendo aspettare oltre. La Regione dovrebbe pertanto prendere atto dell’urgenza del problema, e ribadiamo, anche delle possibili ricadute economiche sui cittadini del VCO, sciogliendo la questione e decidendo il da farsi. Possibilmente, appunto, concedendo nuovamente la proroga all’uso di Prato Michelaccio sino a quando non verrà trovata una soluzione più idonea".


 

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