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TRASQUERA – 16.12.2015 – È finita in tribunale con un non luogo a procedere e senza conseguenze penali la Pasquetta “movimentata” vissuta da due giovani, di cui uno allora diciassettenne, della Val Divedro. Il 1° aprile del 2013 trascorsero la fine della serata in due locali di Trasquera. Prima in quello del centro gestito dal sindaco Geremia Magliocco, poi in quello in località La Sotta, una struttura comunale con ristorante, bar e camere bed & breakfast data in gestione ad una coppia. I racconti di ciò che accadde quella sera divergono completamente. Secondo i gestori i due, visibilmente ubriachi, si presentarono alle 22, quando il locale era chiuso, e chiesero di essere serviti. Al diniego, ricevuto con la porta socchiusa, entrarono a forza e si rifiutarono di uscire. Dopo un’ora e mezza di discussioni e di botte tra di loro, oltre a spintoni e insulti al titolare, furono allontanati all’esterno, dove vi fu un altro litigio. Poi, mentre la coppia saliva al piano di sopra, si sfogarono spaccando una finestra del bar a pugni e colpi di pala da neve.

La versione di uno dei due giovani, oggi imputato a Verbania, è opposta. Lui e l’amico minorenne, in condizioni per nulla alterate, si fermarono a bere a La Sotta e dopo un po’, perché scherzavano con la titolare per via della sigaretta elettronica, furono ripresi pesantemente dal compagno che intimò loro di andarsene, arrivando a strattonarli. Il ragazzo minorenne, oggi testimone, ha riferito di aver detto al gestore di stare attento a mettergli le mani addosso perché era minorenne e che gli erano stati anche serviti alcolici (circostanza vietata dalla legge). L’indomani i gestori del locale chiamarono il sindaco di Trasquera Geremia Magliocco e i carabinieri di Varzo, che salirono a La Sotta. Successivamente, in caserma, i due sporsero querela. Da quella denuncia, poi ritirata pochi giorni dopo perché le famiglie dei due pagarono 150 euro l’una per i danni al locale, è scaturito il procedimento penale a carico del ragazzo maggiorenne, accusato di violazione di domicilio e minacce aggravate. Oggi in tribunale hanno testimoniato di fronte al giudice Raffaella Zappatini tutti e quattro i protagonisti della vicenda, oltre al sindaco. Magliocco, che ha confermato d’aver visto i giovani quella sera attorno alle 19,30 e di averli trovati in normali condizioni. Ha inoltre riferito della pessima gestione del locale da parte dei gestori, nei cui confronti fu revocato il contratto per morosità, tanto che a oggi devono circa 6.000 euro all’amministrazione valdivedrina. Il ragazzo minorenne, in particolare, ha spiegato che furono i genitori, nonostante non fossero in torto, a decidere di risarcire per fare in modo che la querela venisse ritirata e non vi fossero conseguenze. Conseguenze evitate per il ragazzo maggiorenne, difeso dall’avvocato Alessandra Pretta, perché, venendo a cadere le aggravanti e essendo stata ritirata la querela, sono venuti a mancare i presupposti per procedere. Così ha sostenuto nella requisitoria il pm Guido Dell’Agnola e così ha confermato il giudice.      

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