1

App Store Play Store Huawei Store

corta monteleone zariani

DOMODOSSOLA – 17-12-2015 Conferenza stampa questa mattina

presso l'ufficio dell'avvocato Marisa Zariani, dove i giornalisti sono stati convocati in merito alla decisione presa dalla procura di Reggio Calabria, che indicava Maurizio Monteleone come appartenente ad una cosca andranghetista della Calabria, dando enfasi ad una operazione antimafia a cui Monteleone è risultato immediatamente e chiaramente estraneo, tanto che per primi i carabinieri di Domodossola e poi il pubblico ministero Argentieri ed il giudice Pomponio l'hanno rimesso immediatamente in libertà. La posizione di Maurizio Monteleone, residente a Domodossola dal 2006, dipendente da sette anni per la stessa ditta svizzera, marito di Angela e padre di due figli, svegliato alle 4 di notte e a cui era stato contestato un reato infamante e per cui non ci sono gli arresti domiciliari, è chiara. Gli veniva contestato di essere stato indicato come “picciotto”, durante un intercettazione ed in un interrogatorio di un collaboratore di giustizia che lo nomina con un “forse”, tanto che non è stato convalidato il fermo e Monteleone è stato subito rimesso in libertà: “È importante sottolineare- ha spiegato l'avvocato Marsa Zariani- che Maurizio Monteleone, di origine calabrese, è cresciuto in un piccolo comune di settemila abitanti, ha fatto le scuole, ha avuto una vita sociale, giocava a calcio ed aveva delle conoscenze come chiunque. Non ha mai fatto niente di male nella sua vita e si è ritrovato in prima pagina con una contestazione infamante, per lui e per la sua famiglia. Il suo coinvolgimento nell'indagine parte perchè delle sue conoscenze, o persone che frequentava vent'anni fa sono accusati di farne parte ed hanno di queste contestazioni. Ciascuno di noi ha avuto negli anni delle conoscenze, delle frequentazioni, ha avuto amici che hanno avuto delle sventure. Con il giudice ha detto chi ha conosciuto, i suoi compagni, chi giocava a calcio, chi era nella stessa scuola, più di ventanni fa, nel 1995 lo avevano visto parlare con queste persone. L'ordinanza del giudice dice che è stata messa una cimice e durante un discorso il nome di Monteleone salta fuori con un "penso" e l'altra indicazione del collaboratore "si forse era picciotto, camorrista non lo so". Il semplice far parte di un associazione è reato, lui non aveva nessun altro reato, gli contestavano solo di aver fatto parte dell' associazione come picciotto per i forse e i probabilmente”. L'avvocato Zariani ha ringraziato pubblicamente i carabinieri di Domodossola, la Dottoressa Pomponio ed il pubblico ministero Argentieri, che ha chiesto l'immediata scarcerazione: Il giudice è andato più in la- precisa Marisa Zariani- perchè ha ritenuto che non esistessero i presupposti e questo farà stato su quello che è l'indagine a Reggio Calabria, e per cui dovranno chiedere l'archiviazione. Maurizio Monteleone lavora onestamente in Svizzera, speriamo che il datore di lavoro capisca il drammatico errore della giustizia italiana, perchè sulla base di queste annotazioni siamo tutti delinquenti”.

Per il video clicca qui

zariani

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.