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telecamere private

PIEMONTE-17-01-2022-- Si sta diffondendo, da tempo, la volontà dei privati di installare impianti di videosorveglianza per tutelare la proprietà. L’installazione, però, deve avvenire nel rispetto della legge sui dati personali e deve rispettare le leggi civili e penali. Proviamo a sintetizzare.
Innanzitutto si deve dire che non è necessaria nessuna autorizzazione per installare l’impianto di videosorveglianza, ma le riprese devono avere un raggio che si limita al controllo della proprietà e non può riprendere né un’area estranea né un’area pubblica. E’ necessario inoltre apporre un cartello che avverta che l’area è videosorvegliata.


Le immagini possono essere conservate dal privato cittadino per il tempo che lui ritiene opportuno, non essendovi alcun obbligo sulla durata della conservazione. Tuttavia, normalmente, non vengono conservate per più di 2 o 3 giorni. Resta l’obbligo per ogni privato di fornire la registrazione all’autorità giudiziaria che ne faccia richiesta.


In un condominio, per non incorrere nel reato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615-bis c.p.), l’angolo visuale delle riprese deve essere limitato ai soli spazi di propria esclusiva proprietà, escludendo le aree comuni (cortili, pianerottoli, scale, parti comuni delle autorimesse, aree pubbliche o di pubblico passaggio). L’installazione deve essere votata dall’assemblea condominiale con la maggioranza dei millesimi di proprietà.
Le regole, quindi, sono semplici e chiare: mai estendere le riprese ad aree non di proprietà, tutelare sempre la riservatezza di chi è stato ripreso, avvertire della presenza dell’impianto e conservare le immagini per un periodo limitato.


Se queste poche regole vengono violate, nel caso ad esempio di ripresa in area non propria o che possa violare la riservatezza delle persone, in ambito penale si incorre nel reato di interferenze illecite nella vita privata e si rischia una condanna da 6 mesi a 4 anni di reclusione e, in sede civile, al risarcimento del danno.