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b audo cardiochirurgo

DOMODOSSOLA- 03-02-2016- Debutto con il teatro San Francesco gremito

martedì sera per l'associazione culturale San Francesco. Il sodalizio ha iniziato la propria attività con una relazione del cardiochirurgo di fama mondiale di origine di Trontano Andrea Audo. Il medico, che lavora al reparto di Cardiochirurgia dell'Ospedale SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria e spesso tiene relazioni all'estero, è reduce da un viaggio a Shanghai, dove ha partecipato ad un congresso internazionale di cardiologia nel quale ha presentato una tecnica utilizzata per la prima volta al mondo da lui con i colleghi dell'ospedale di Alessandria . In prima fila c'erano il sindaco di Domodossola Mariano Cattrini e il presidente della provincia Stefano Costa, tra il pubblico molti pazienti operati da lui presenti in segno di stima per le sue grandi capacità tecniche e umane, ma anche tanti amici. Audo ha parlato del passato, del presente e del futuro della cardiologia. In apertura con grande umiltà ha voluto condividere con gli altri medici la propria “popolarità”. ”Sono arrivato e ho trovato un mare di persone questo mi emoziona – ha detto - sono un medico come tutti quelli che al San Biagio lavorano, solo che siccome non fanno i cardiochirurghi, non hanno il cuore in mano sembrano meno importanti, invece no. La salute di una persona passa dal medico che ti raccoglie in mezzo alla strada mentre sei in arresto cardiaco, a quello che ti rianima in pronto soccorso all'infermiere che assiste il medico. Il sistema è fatto di tanta gente che merita di essere premiata come stasera premiate me”. “La disciplina cardiologica è la più viva in questi ultimi anni sono molte le nuove proposte, quella che mi sta dando più soddisfazioni – ha detto Audo - è quella dell'impianto della valvola a cuore battente che sta dando grossi risultati soprattutto su pazienti definiti inoperabili, attraverso questa tecnica abbiamo fatto qualcosa di importante impiantando per primi più valvole a una paziente con una sindrome molto particolare e siamo stati i primi al mondo a farlo”. A proposito della tecnica mininvasiva Audo ha voluto fare chiarezza. “La mininvasiva estrema viene utilizzata su tutti quei pazienti che non sono tantissimi che sono inoperabili. Poi c'è la mininvasiva tradizionale aperta a tutti che comunque non supera il 40 per cento dei pazienti operati, perchè le tecniche più sicure comunque sono quelli tradizionali che ti consentono di portare a casa la vita delle stragrande maggioranza dei pazienti. La mininvasiva anche estrema, quella che applico io, c'è ma deve essere ragionata pensata non fatta perchè è una moda, la chirurgia deve essere soprattutto sicura”. Al termine molte domande tecniche e la richiesta di qualche consiglio per la prevenzione delle malattie cardiologiche. In apertura dopo gli onori di casa del parroco padre Fausto Panepinto sono intervenuti il presidente dell'associazione Silvano Ragozza e il segretario Piero Pagani.

Per la videointervista clicca qui

 

 

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