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VOGOGNA - 13-1-2026 -- È una delle farfalle più rare e affascinanti d’Europa, capace di sopravvivere grazie a un incredibile inganno chimico ai danni delle formiche. Ma oggi la Phengaris alcon è a rischio estinzione, anche nelle Alpi, e il cambiamento climatico sta mettendo in crisi il delicato equilibrio da cui dipende la sua sopravvivenza. A raccontarlo è un recente approfondimento scientifico pubblicato su TuttoScienze e ripreso dal Parco nazionale della Val Grande, dove è in corso un impegno concreto per proteggerla.

La Phengaris alcon ha un ciclo vitale estremamente specializzato: depone le uova esclusivamente su una sola pianta, la genziana pneumonanthe, tipica delle praterie umide. Dopo le prime settimane di vita, la larva si lascia cadere al suolo e viene “adottata” dalle formiche grazie a un sofisticato mimetismo chimico: emette lo stesso odore delle larve del formicaio e viene nutrita e protetta come se fosse una di loro. Una strategia evolutiva geniale, ma anche una trappola, perché rende la specie dipendente da pochi elementi ambientali.

Il problema è che le praterie umide stanno scomparendo. L’aumento delle temperature, la siccità, gli incendi e l’abbandono dei pascoli stanno riducendo gli spazi in cui cresce la genziana. Senza la pianta ospite, la farfalla non può riprodursi. A questo si aggiunge un altro effetto del clima che cambia: la fioritura della genziana avviene sempre più tardi, mentre il periodo di volo della farfalla resta invariato. Il risultato è un “disallineamento” che impedisce alla Phengaris alcon di deporre le uova nel momento giusto.

Nel Parco nazionale della Val Grande, dove è stata individuata una delle pochissime popolazioni ancora presenti, è attivo da oltre tre anni un programma di monitoraggio e ricerca in collaborazione con l’Università di Torino. Gli studiosi stanno studiando lo stato di salute della farfalla e sperimentando interventi mirati: dalla riproduzione in serra della genziana al ripristino dei prati, fino alla gestione del microclima per riallineare i tempi di fioritura e riproduzione.

La Phengaris alcon è considerata un vero indicatore biologico: la sua presenza segnala ambienti naturali sani e complessi. Salvare questa farfalla significa quindi proteggere interi ecosistemi alpini e la loro biodiversità. Per questo il Parco della Val Grande ribadisce il proprio impegno nella conservazione e nella divulgazione scientifica, invitando cittadini e istituzioni a sostenere la tutela di un piccolo insetto che racconta, in realtà, una grande storia ambientale.