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ANTIGORIO- 18-01-2026-- Primavera 2015, quando nevicava ancora un po’. Alterniamo ai suggerimenti estivi un suggerimento primaverile per chi ama neve, sci e ciaspole. La bocchetta del Castel costituisce la parte facile della classica sci-alpinistica al Monte Basodino, riservata a esperti ben allenati. Nelle belle giornate, con neve buona e “sicura”, l'escursione descritta consente una sciata bellissima dopo una salita non eccessivamente faticosa.
GITA N. 70
BOCCHETTA DEL CASTEL
16 aprile 2015
Dislivello totale: 1000 m. Tempo totale: 4 h 30'.
Quindici amici, di età media avanzata, si trovano di buon mattino a Baceno per un caffè. Fra loro due giovani e forti signore, una guida alpina doc, non taroccata, e due cani autentici. Gli altri “cani” si riveleranno quando ci sarà da scendere con gli sci. Per la prima volta nella nostra storia ci sono più sciatori che ciaspolatori, otto a sette.
Che sia l'inizio di una sana inversione di tendenza verso gli sport invernali tradizionali? Parcheggiamo a Riale, 1740, e, con il perfetto passo professionale della guida, saliamo tagliando i tornanti della lunga strada, soprattutto il primo, notoriamente “sotto valanga”. Dopo un’ora e un quarto, poco prima del Rifugio Maria Luisa, 2157, il gruppo si divide: i ciaspolatori vanno verso il rifugio ed il Lago Toggia, noi sciatori puntiamo a oriente, attraversando in dolce salita il vasto altopiano a nord del lago Castel, 2216.
Per motivi diversi qualcuno si accontenta di raggiungere l'inizio del ripido pendio che porta alla bocchetta e si gode il sole, la mancanza di vento, rara in queste zone, ed il piacevole tepore a quota 2300. In quattro proseguiamo con tutta calma, sfioriamo una grande slavina vecchia di qualche giorno sulla nostra sinistra ed imbocchiamo la bella traccia segnata che ora sale decisamente. Dopo i primi dietro-front, visto che siamo in totale relax e non in gara, concordiamo tutti sulla comodità di inserire i rampant, prima di trovarci in posizione troppo scomoda per tale operazione. Solo Asia, con la sua trazione integrale, non ha bisogno di aiuti tecnologici e morde il freno.
La salita è ripida, ma la pendenza, costante grazie al tracciatore della pista, consente un passo tranquillo e in poco più di due ore siamo alla Bocchetta del Castel o Kastellücke, 2714. Mentre ci riassettiamo per la discesa un folto gruppo di sciatori tedeschi arriva dalla vetta del Basodino e si familiarizza subito, come sempre a queste quote. Hanno pernottato al Maria Luisa e ci danno immediatamente l'impressione di essere esperti, allenati e ben informati sulle bellissime salite del nostro territorio. La neve resta compatta e ci godiamo una splendida discesa. Ci ricongiungiamo a tutti gli altri in prossimità di un baitone isolato a quota 2250 circa. Mentre pranziamo al sole, sempre più pallido, osserviamo in lontananza, profondamente ammirati, un gruppo di sciatori che scende il canale parallelo e a sud di quello appena disceso da noi, ma molto più stretto e ripido.
Parlerei quasi di sci estremo, anche perché, con neve così dura e balzi rocciosi tutt'intorno, è proibito sbagliare. Giunti quasi in fondo risalgono verso sud est per tornare, pensiamo noi, verso la Svizzera. La nostra discesa dal Lago Castel diventa più tardi una lotta con la neve marcia e rimaniamo sulla strada per sopravvivere. Aspettiamo i ciaspolatori meno del solito e chiudiamo la giornata in bellezza in un bar di Riale.
Gianpaolo Fabbri


