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VERBANIA - 26-1-2026 -- “Italiani traditi”: l’altra Shoah. Il docu-film di Tito Giliberto debutta venerdì 30 gennaio alle ore 17.30 alla Casa della Resistenza. Una prospettiva inconsueta. Si tocca il tema arduo di ebrei fascisti assassinati nella persecuzione razziale. Fra inganni, autoinganni o consapevolezza.

L’indagine in 55 minuti parte da Liliana Rimini. Cacciata dalle scuole elementari nel 1938, racconta la fuga nel 1944 dal treno per Auschwitz del padre Alessandro, architetto di fama. Si va avanti con lettere e memoriali dei deportati fra sconcerto e disorientamento nelle parole di Carla Antonini, direttrice dell’Istituto di Storia Contemporanea di Piacenza. Nel terzo capitolo, Ettore Ovazza, banchiere nella Torino
bene, imparentato con gli Agnelli, ebreo, fascista convinto dal 1922 fino alla fine, ucciso orribilmente con la famiglia sul Lago Maggiore nel 1943. Da Verbania, parlano Gianmaria Ottolini e Gianni Galli. Poi, la tragedia di Jole Foà, segretaria ebrea del gerarca Farinacci morta ad Auschwitz nel 1945. In chiusura, Margherita Sarfatti, l'intellettuale ebrea che, secondo gli storici, ha "inventato" il Duce.

Il documentario completa la trilogia iniziata con “L’era antifascista” (80 minuti, con Giovanni Grasso, Quirinale, e Miguel Gotor, storico) e “Fake Art – L’inganno del fascismo” (64 minuti, in collaborazione con ANPI, con Ferruccio De Bortoli e Adachiara Zevi, Fondazione Bruno Zevi), autoprodotti, pluripremiati e proiettati dal nord al sud.