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DEVERO –22-02-2026-- Anche per l’inverno 2025-2026 tornano le “Aree di tranquillità a maggior tutela” tra Monte Cazzola, Misanco e Buscagna, all’Alpe Devero. Un’iniziativa ormai consolidata, pensata per proteggere lo svernamento del Fagiano di monte, specie particolarmente vulnerabile durante i mesi più rigidi.
Il progetto è promosso in collaborazione con la Cooperativa Devero 2.0 e la Scuola Sci Alpe Devero, nel solco di un lavoro avviato negli anni scorsi e orientato a conciliare fruizione turistica e salvaguardia ambientale.
Le aree sono chiaramente delimitate in loco dalle ormai note “bandierine gialle”, che segnalano i perimetri interdetti al passaggio. L’obiettivo è ridurre il disturbo alla fauna selvatica in un periodo cruciale per la sopravvivenza: in inverno, infatti, il dispendio energetico causato da fughe improvvise può compromettere seriamente la possibilità di superare la stagione.
Gli escursionisti che si muovono sulla neve, fuori dalle piste battute, sono invitati a prestare la massima attenzione non solo al rispetto delle zone di tutela, ma anche alla propria sicurezza. ARTVA, pala e sonda – insieme a una formazione adeguata al loro utilizzo – restano strumenti fondamentali, anche su terreni che possono apparire facili e sicuri.
Le cartografie aggiornate delle aree di tranquillità sono consultabili e scaricabili in diversi formati – jpeg, kml e gpx – dal sito ufficiale delle Aree Protette dell’Ossola, nella sezione dedicata ai progetti in corso. Mappe utili per avere una visione complessiva dei luoghi e per l’utilizzo su dispositivi mobili durante le escursioni.
È importante ricordare che tutte le zone al di fuori delle “Aree di tranquillità a maggior tutela” restano accessibili. La fruizione del territorio è dunque garantita, nel rispetto delle raccomandazioni comportamentali indicate sui pannelli informativi presenti in loco, ad esempio all’ingresso di Devero e a Pedemonte.
Tra le indicazioni principali: tenere i cani al guinzaglio e seguire le tracce già esistenti, evitando di aprirne di nuove.
Un equilibrio delicato, quello tra turismo invernale e tutela ambientale, che passa anche da piccoli gesti individuali. Perché la montagna, in inverno, è casa non solo per chi la percorre, ma anche per chi la abita tutto l’anno.


