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DOMODOSSOLA-31-08-2016- Rimandano al mittente, il Partito Democratico domese, le accuse di essere solidali alla giunta Pizzi, e ribadiscono come il loro compito in consiglio sia quello di “aprire i cassetti”, nel solo interesse dei cittadini: “Il comunicato stampa del Pd- scrivono le consigliere Monica Corsini e Milena Ragazzini- è una prova lampante della differenza tra il modo di fare politica dei vecchi partiti ed il movimento 5 stelle: loro fanno politica gli uni contro gli altri, il Movimento 5 stelle agisce nel solo interesse del cittadino. Alla sterile polemica, abbiamo preferito utilizzare gli strumenti in nostro possesso, cosa che finora entrambe le parti politiche si sono ben guardare dal fare, presentando un' interrogazione all'attuale maggioranza, allo scopo di individuare eventuali responsabilità, per evitare, che come spesso accade nel nostro paese, a pagare sia sempre il cittadino. Il Pd Domese sostiene di aver lasciato un tesoretto considerandolo un successo, dimenticandosi che il debito Bragoni ammonta a quasi due milioni di euro, cifra che era doveroso ipotizzare. Quali tagli aveva messo in atto la giunta Cattrini per coprire tutti i contenziosi? Quali azioni per identificare i responsabili? La lungimiranza dell’amministrazione Cattrini, è stata tale da non mettere neppure in considerazione l’ipotesi che si potesse perdere la vertenza legale? Ne prendiamo atto. Noi riteniamo che il cittadino abbia diritto di conoscere qual è la situazione globale di rischio finanziario del comune di Domodossola, sulla base delle innumerevoli cause in corso. Va ricordato che il Movimento 5 Stelle si è insediato da poco più di un mese e che, in questa vicenda come in tutte le altre, ci limitiamo a controllare l'operato delle amministrazioni che si sono avvicendati negli anni. Quando siamo stati eletti, abbiamo detto che avremmo aperto i cassetti, questo è quello che abbiamo iniziato a fare, consapevoli che qualcuno ne sarebbe stato disturbato”.

Ecco l'interpellanza presentata dal Movimento 5 Stelle:

OGGETTO: Interrogazione Causa Eredi Bragoni

Si chiede risposta scritta

Premesso che

il 28/7/1965 con deliberazione n. 72 il Comune approvava un Piano per l’Edilizia Economica e Popolare, modificato con variante oggetto della deliberazione n. 156 del 22/10/1976, prevedendo la costruzione di diversi edifici ed aree di interesse pubblico (la Pretura, oggi Tribunale, l’Ufficio Postale, un parcheggio per l’ospedale, una scuola, una casa per anziani, l’eliporto, il Centro Sociale Ossolano, la caserma della Polizia Stradale). Le opere venivano nel tempo realizzate, previa adozione dei Decreti di Occupazione di Urgenza di una vasta area di proprietà dei signori Bragoni i quali non risultando emanato alcun decreto di esproprio né riconosciuta alcuna indennità, agivano in giudizio contro l’Ente Locale per il risarcimento del danno patito.

Il comune di Domodossola nel 2011 versava 650.000,00 euro a favore dei signori Bragoni, su provvedimento del Tribunale di Verbania-Sezione Distaccata di Domodossola, ma i proprietari dei terreni non sottoscrivevano l’atto di cessione volontaria delle aree proponendo opposizione avanti la Corte di Appello di Torino che con sentenza n. 1698/2015 determinava l’ammontare dell’indennità di acquisizione sanante in 1.201.855,10 euro e condannava l’Ente Locale a versare la differenza tra tale somma e l’indennità già depositata alla Sezione Provinciale del Ministero dell’Economia e delle Finanze (ex Cassa Depositi e Prestiti), oltre interessi a tasso legale vigente.

Con Ordinanza della Corte di Appello di Torino del 10 agosto 2016, n.1199/1/2012 con la quale si rigetta la richiesta del comune di Domodossola di sospensiva della sentenza sopracitata obbligandolo al versamento della somma dovuta, creando una situazione di grave esborso economico a danno del contribuente.

Considerato

che il numero dei soggetti coinvolti e le gravi lacune emerse circa le procedure messe in atto dalle amministrazioni delle diverse parti politiche che si sono succedute nel corso degli anni, e la scarsa efficacia delle opposizioni nel corso delle diverse amministrazioni, che non hanno esercitato in modo corretto il loro ruolo.

Visto

che le determine del dirigente dell’Area Affari Generali numero 764/765/766 e 767 con le quali si stanziano complessivamente 45.240,00 euro per le cause in contenzioso fra l’amministrazione comunale e alcuni cittadini e più precisamente per le vertenze note come causa eredi Bragoni, Galletti e Zanetta arrivate ormai all’ultimo grado di giudizio (cassazione) e che sull'area soggetta a risarcimento nella causa Bragoni, insistono immobili attualmente utilizzati da soggetti privati, pubblici o da soggetti che da ex-pubblici attualmente privati (poste, asl).

urgente approfondire per fare chiarezza sulle eventuali responsabilità perché non consideriamo giusto che a seguito di eventuali errori procedurali, neppure individuati, i cittadini possano essere penalizzati con un aumento delle tariffe, delle imposte e delle tasse locali o da una eventuale riduzione dei servizi stessi, per tanto

si interroga l’assessore al Bilancio e alle Finanza

  • -  Se anche in questo caso, come già avvenuto in passato si intende coprire con il silenzio l’operato illegittimo

  • -  In che modo si pensa di reperire l’importo dovuto agli eredi Bragoni, se come emerge dalla sentenza, nessun tipo di accantonamento è stato messo a bilancio;

  • -  Se - come annunciato alla stampa dall'Assessore al Bilancio - alcuni tagli di costi sono già stati effettuati, vorremo ricevere ragguagli rispetto alla natura dei tagli;

  • -  Se è intenzione dell’amministrazione individuare le eventuali responsabilità sia in fase iniziale di errata gestione della procedura di esproprio, sia nel corso di questi ultimi 5 anni, a seguito dei mancati accantonamenti o delle non effettuate alienazioni del patrimonio disponibile a cui la Corte dei Conti già nel 2013 impegnava il Comune, con la Deliberazione numero 416 e in quel caso se si intende procedere per vie legali contro i suddetti.

  • -  Si chiede di chi siano attualmente tali edifici (e chi li utilizza), se è stato effettuato l'accatastamento, se esistano i presupposti per potersi rivalere sui proprietari degli edifici circa i suddetti risarcimenti.

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