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DOMODOSSOLA- 12-10-2016- Dopo le dimissioni del presidente e di

una consigliera del Ciss, e le varie prese di posizione ed iniziative contro le dichiarazioni del sindaco domese sull'uscita eventuale dall'ente del comune di Domodossola, il sindaco Lucio Pizzi chirisce in un comunicato il suo pensiero: “Per Cattrini i migranti erano solo trenta- spiegA- mentre io stesso credevo fossero circa ottanta. Divenuto Presidente dell’Assemblea del C.I.S.S. ho chiesto di visionare tutta la documentazione relativa alla gestione dei migranti e ciò che ho letto non mi è piaciuto.

Durante il periodo dell’Amministrazione Cattrini il C.I.S.S. ha stipulato con la Prefettura una convenzione per accogliere sul territorio ossolano 112 migranti: di questi 112 ben 90 sono stato collocati a Domodossola. A questi 90, tutti giovani uomini, si devono aggiungere 13 donne, gestite dalla Cooperativa La Bitta attraverso una convenzione firmata con la Prefettura poco prima delle elezioni.

Il dato reale a Domodossola è quindi di 103 migranti, collocati per lo più in appartamenti residenziali: Piazza Matteotti, Via Alpe Devero, Via Amendola, Via Città di Lima, Via Giovanni XXIII, Via Cioia di Monzone, Via Monte Grappa, Via S.Antonio, Via Ceretti, Via Cavallotti, Via Paolo Silva. Siamo oltre il doppio della quota di 2,5 migranti ogni mille abitanti che il Governo ha dichiarato ultimamente come ragionevole per gestire l’emergenza immigrazione, e questo dato non si riscontra in nessun altro dei 36 Comuni aderenti al C.I.S.S.

Da qui la mia richiesta al C.I.S.S. di ridistribuire il numero di migranti sugli altri comuni consorziati, richiesta peraltro in sintonia con quello che dovrebbe essere lo spirito di una partecipazione consortile dove non è pensabile che i problemi pesino solo o soprattutto sulle spalle di alcuni. Sottolineo che persino il Sig. Prefetto del Verbano Cusio Ossola, dott. Iginio Olita, durante l’ultima Assemblea del C.I.S.S. ha indicato la necessità di alleggerire il numero di presenze dei migranti a Domodossola.

Non ho cercato di imporre nessun salto nel buio, come strumentalmente dichiarato dal Presidente dimissionario Allegri, ma non sono qui a farmi prendere in giro: ho chiesto di procedere alle disdette nei termini previsti dai contratti d’affitto - tre mesi solo nel caso degli immobili di Piazza Matteotti, sei mesi in tutti gli altri casi – in modo da essere certi che entro questo ragionevole lasso di tempo si provveda a ricollocare una parte dei migranti, 12 entro tre mesi ed altri 48 entro sei mesi, rientrando nella più ragionevole quota del 2,5/1000.

Così facendo a Domodossola resteranno solo trenta migranti di sesso maschile ospitati a Casa Letizia e le donne, riducendo di oltre la metà le presenze in città. Ribadisco comunque che anche i rimanenti saranno ospitati solo in ottica di temporaneità, poiché le emergenze devono avere una fine.

Questo è un progetto chiaro che riconosce un’emergenza nazionale ma che è volto a tutelare prima di tutto la nostra comunità: un progetto in linea con le mie convinzioni e con il programma amministrativo presentato alla Città.

Concludo dicendo che comunque non mi sento di attribuire tutte le responsabilità all’ex Presidente del C.I.S.S.: Mario Allegri ha infatti spiegato al sottoscritto che tutte le decisioni sull’accoglienza dei migranti a Domodossola sono state prese in accordo con chi rappresentava l’Amministrazione Cattrini in seno al C.I.S.S., cioè con l’allora Vice Sindaco Lilliana Graziobelli. Lascio a voi le considerazioni del caso”.