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DOMODOSSOLA – 11-10-2016 Una reliquia del beato Antonio Rosmini

sarà donata dai padri Rosminiani a Monsignor Renato Corti per congratularsi per la nomina a Cardinale. Si tratta di uno dei quattro bottoni di riserva della veste da cardinale che Rosmini aveva fatto realizzare. Nell’estate del 1848 Papa Pio IX promise a Rosmini che l’avrebbe fatto Cardinale, invitandolo a preparare per tempo il necessario corredo, un corredo molto più ricco, esclusivo, e di conseguenza costoso, di quello usato oggi dai Membri del Collegio Cardinalizio, solo che la Repubblica Romana fece scappare il Papa a Gaeta, e la nomina cardinalizia sfumò. Cè grande gioia anche nel mondo rosminiano per la notizia della nomina a Cardinale di Monsignor Renato Corti da parte di Papa Francesco. Ieri il padre generale dei rosminiani don Vito Nardin che si trova a Roma si è recato a Rovereto per prendere la reliquia. Si tratta di uno dei quattro bottoni di riserva dei quali due si trovano al Sacro Monte Calvario, nella cella di Rosmini, ed uno ora è rimasto a Rovereto. Il vescovo emerito Monsignor Corti è molto vicino al mondo rosminiano è un ascritto all'istituto della Carità di Domodossola. Dal 2013 inoltre ogni anno ha sempre tenuto gli esercizi spirituali per i novizi e per i giovani in discernimento. “La nomina è per noi una grande soddisfazione – dice don Vito Nardin raggiunto telefonicamente – ha sempre promosso la spiritualità rosminiana e ha lavorato molto per la beatificazione di Rosmini, costituendo, quando era vescovo di Novara, il tribunale diocesano per la sua causa di beatificazione che poi ha seguito passo passo fino al processo sul miracolo. Ha predicato gli esercizi spirituali a Giovanni Paolo II durante i quali ha utlizzato la preghiera di Rosmini di offerta del proprio sangue. Presto consegnerò personalmente la reliquia”. “La notizia è stata per noi una grande gioia – commenta anche il rettore del Sacro Monte Calvario don Pierluigi Giroli – è stato un ottimo vescovo e un ottimo pastore e sicuramente sarà un ottimo collaboratore del Santo Padre. Avere un ascritto rosminiano cardinale è per noi motivo di grande gioia. Anche quest'anno avrebbe dovuto tenere gli esercizi spirituali, ma per motivi di salute non ha potuto farlo”. Il neo-porporato, dopo aver lasciato la guida della diocesi di Novara nel 2011 per raggiunti limiti di età, si è ritirato a vivere a Rho (Milano), nel santuario dei Padri Oblati dei santi Ambrogio e Carlo. Continua però a predicare esercizi spirituali e a girare l’Italia per tenere incontri e conferenze. Oltre ad essere stato per molti anni vicario generale dell’arcidiocesi di Milano con il cardinale Carlo Maria Martini e dal 1990 al 2011 vescovo di Novara era stato anche vice presidente della Conferenza episcopale italiana. Nel febbraio 2005 aveva predicato gli esercizi spirituali alla Curia vaticana, gli ultimi ai quali aveva partecipato Giovanni Paolo II.