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VOGOGNA- 13-10-2016- Il presidente dell'Unione comuni montani italiani,

l'onorevole vogognese Enrico Borghi, esprime apprezzamento per la decisione comunicata dalla Regione Basilicata di accettare sul proprio territorio il doppio dei migranti assegnatile: “La decisione comunicata dal Presidente della Basilicata Marcello Pittella di voler accogliere un numero di migranti doppio rispetto a quello assegnatole- così Borghi- dimostra concretamente quello che diciamo da tempo: i migranti possono rappresentare una risorsa concreta per le nostre comunità. Peraltro, in quel territorio oltre 44 mila migranti hanno un lavoro di cui circa la metà nel settore agricolo, quindi il 13% circa della fora lavoro totale. Se a questa volontà si associano anche gli investimenti di imprenditori - nel caso della Basilicata il magnate egiziano Sawiris, che vogliono costruire un progetto di accoglienza sui nostri territori insieme agli enti locali - il gioco è fatto e il sogno si realizza per davvero”.

Così l'On. Enrico Borghi, consigliere incaricato dalla Presidenza del Consiglio per l'attuazione della Strategia Nazionale Aree Interne, commenta la posizione della regione Basilicata sui migranti.

“Quasi un quinto degli stranieri in Italia - 889.602 persone su un totale di 5.014.437 - vive e lavora nelle aree montane, e secondo uno studio della Fondazione Montagne Italia, tra il 1951 e il 2001, 2.283 comuni italiani hanno subìto una perdita di potenziale insediativo. Di questi, 1.678 sono in montagna. I migranti possono rappresentare una quota importante di personale da impiegare nella cura dei luoghi, nell'ospitalità e nei lavori agricoli. Ma per vincere la sfida dell'integrazione, come abbiamo già annunciato, è importante definire una strategia che coinvolga Regioni, Prefetture e Comuni e che definisca criticità e potenzialità dell'accoglienza nelle aree montane. In questo senso la Basilicata è una buona pratica a cui guardiamo con estrema attenzione”.